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Multiservizi entra in Estra:
affare da 42 milioni
Quattrini: «Azioni in cambio di beni pubblici»

SOCIETA' - L'operazione al voto lunedì del Consiglio comunale, il capogruppo M5S lamenta la poca chiarezza nella compravendita di quote. Per il sindaco, la partecipazione porterà utili da 2 milioni di euro all'anno. Il consigliere: “Investimenti spregiudicati in una società che si quoterà in borsa con i soldi dei cittadini, cercheremo di fermare questo scempio”
venerdì 27 Ottobre 2017 - Ore 19:23
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Lo schema delle partecipazioni tracciate dalla società di revisione Audit Smart Alliances, chiamata da Multiservizi a dare il suo pareredi congruità finanziaria

La sede Multiservizi di via del Commercio di Ancona

 

di Emanuele Garofalo

Multiservizi cede Edma ed entra in società con i toscani di Estra, si prepara un’operazione da 42,4 milioni di euro. Cosa sta succedendo nel mondo delle aziende pubbliche dei servizi? Se lo è chiesto il capogruppo M5S Andrea Quattrini, che non ci vede chiaro nell’affare. Al voto lunedì del Consiglio comunale arriva un documento di “di indirizzo”, che traccia la strategia: Multiservizi intende acquistare una partecipazione del 10% del colosso toscano dell’energia, cedendo in cambio il suo pacchetto di maggioranza del 55% di Edma. Ancona si libera perciò della società creata appena nel 2013 e partecipata al 45% proprio da Estra, un accordo nato per vincere la gara di distribuzione delle reti del gas. Ai toscani di Estra Energia (società controllata di Estra) era già stata ceduta la maggioranza di Prometeo, l’azienda anconetana di vendita del gas. Il pezzo pregiato di Edma era la proprietà delle reti di distribuzione del gas di Ancona, Senigallia e altri comuni dell’Anconetano, ma gli impianti sarebbero stati scorporati dall’operazione per essere inserite in una nuova società, la TuAreti. In sostanza, Multiservizi cedendo Edma passerà ai toscani il 100% di Edma Reti Gas, il 49% di Aes Fano e il 36,7% di Sig (Società intercomunale gas che opera in tre Comuni abruzzesi per la distribuzione del gas), più la sede di via Trieste ad Ancona dal valore di 750 mila euro, licenze per 99mila euro, crediti verso la Edma/Edma Reti Gas per 1,8 milioni di euro e altri crediti per 930mila euro. In cambio, si diceva, Multiservizi entrerà in possesso del 10% delle quote della società Estra, valutate nel valore di 42,4 milioni di euro. Ancona, tramite Multiservizi, sarà socio dunque del colosso del centro Italia del gas, che registra un fatturato annuo di 839 milioni, utili annui per 34 milioni, 530mila clienti serviti tra Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche. Questo rompicapo di partecipazioni come scatole cinesi deve passare dal voto dei 43 Comuni soci di Multiservizi. E tra questi, qualcuno ha già detto di no all’operazione. Come nel caso di Monsano. I revisori dei conti di Monsano lo hanno scritto nero su chiaro: i commercialisti si sono detti impossibilitati nell’emettere un parere “per l’incompletezza della descrizione dell’operazione sotto il profilo contabile”. Gli stessi dubbi vengono rilanciati dal capogruppo M5S di Ancona Andrea Quattrini, che oltretutto ricorda come Estra ha in programma la quotazione in borsa, con il rischio per Multiservizi di vedere il valore delle quote svalutarsi, perdendo ogni controllo sull’attività del gas e inoltre diluendo la sua partecipazione in un soggetto misto pubblico-privato.

Il consigliere M5S Andrea Quattrini

“Con un blitz improvviso la Mancinelli ha portato giovedì in commissione, per votarla lunedì in Consiglio comunale, una delibera per dare il via ad un’operazione del valore di circa 42 milioni di euro sull’azienda partecipata Multiservizi Spa – scrive Quattrini -. Un atto impropriamente definito “mero atto di indirizzo” per evitare i pareri tecnici e contabili previsti per legge, come già rilevato dai Revisori dei conti per un atto analogo, quando fecero un esposto alla Corte dei conti per presunta illegittimità proprio per la mancanza dei pareri. Un atto che omette le informazioni dettagliate e che non permette adeguate valutazioni da parte del consiglio comunale, e che consiste nell’acquisizione da parte di Multiservizi di una partecipazione del 10% del capitale azionario di Estra in cambio del passaggio ad Estra del controllo totale di Edma, della proprietà di un immobile di via Trieste e di vari crediti per circa 3 milioni di euro. In tal modo Multiservizi, società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato, si metterà “in pancia” una partecipazione azionaria di una società di cui non sarà in grado di controllare l’attività, del valore di oltre 42 milioni di euro e che presto si quoterà in borsa, con tutti i rischi che tale partecipazione comporterà, in particolare nel malaugurato caso di svalutazioni per oscillazione delle quotazioni. L’ennesimo comportamento spregiudicato della sindaca Mancinelli – continua Quattrini – con i beni dei cittadini anconetani che è chiamata a gestire temporaneamente e che non sono “cosa” nè sua e nè del Pd. La sindaca in commissione ha sostenuto la bontà dell’investimento che porterà dividendi di 2 milioni all’anno, ma tutti conoscono la volatilità degli utili e delle quotazioni dei titoli azionari. Gli investimenti azionari li facciano con i propri soldi, non con le aziende dei servizi primari dei cittadini. Tra l’altro questa operazione con Estra è già stata fallimentare perché ci ha portato a regalare Prometeo e ad aver utili ridotti rispetto alle reti gas conferite. Lunedì in Consiglio cercheremo di fermare questo scempio”.

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