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Crac Banca Marche,
«Dovrà essere Ubi a risarcire
i risparmiatori beffati»

CONTENZIOSO - L'Adiconsum cita la sentenza del tribunale di Milano: «Così si evita di procedere contro gli ex amministratori che, purtroppo, non sono solvibili viste l’importanza delle cifre in gioco». Chi vuole aderire alla class action può rivolgersi all'associazione. Intanto l'onorevole dem Piergiorgio Carrescia ha presentato un'interrogazione al ministro per la sottovalutazione dei crediti dell'ex istituto marchigiano
mercoledì 22 Novembre 2017 - Ore 12:04
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Foto d’archivio

 

Crac di Banca Marche, dovrà essere Ubi a risarcire i risparmiatori beffati. E’ quanto ha stabilito il tribunale di Milano. «Questa decisione – spiega Adiconsum – che segue quella identica di pochi giorni fa pronunciata dal tribunale di Ferrara, è di fondamentale importanza perché proviene dal tribunale di Milano la cui autorità in materia è riconosciuta. Secondo i giudici di Milano Nuova Banca Marche (poi Banca Adriatica e ora Ubi Banca) è legittimata passiva nel ricevere le richieste di risarcimento del danno da parte degli azionisti. Alla luce di questa sentenza è quindi possibile fare causa direttamente alla banca evitando di procedere contro gli ex amministratori che, purtroppo, non sono solvibili viste l’importanza delle cifre in gioco». L’Adiconsum Marche già da due anni ha attivato il percorso del risarcimento civile nei confronti di Nuova Banca Marche e ora di Ubi Banca. «Sino ad oggi – specifica Adiconsum – siamo l’unica associazione che ha portato avanti il contenzioso dinnanzi ai tribunali civili, credendo fermamente che questa sia la via migliore per tutelare gli interessi dei risparmiatori. Ora la decisione del tribunale di Milano ha ulteriormente avvalorato questa strategia. Si invitano gli azionisti Banca Marche a recarsi nella nostri sedi con la documentazione attestante gli acquisti delle azioni, dove potranno essere loro spiegate le modalità per intraprendere la causa civile di risarcimento del danno nei confronti di Ubi Banca».

Piergiorgio Carrescia

Nel frattempo, con un’interrogazione al ministro delle Finanze, l’onorevole dem Piergiorgio Carrescia riporta sotto i riflettori il tema della sottovalutazione dei crediti di Banca Marche in sede di risoluzione bancaria nel 2015.  Secondo il parlamentare «Ubi  ha stimato quei rischi in misura decisamente minore per cui i maggiori accantonamenti allora imposti alla banca marchigiana possono oggi essere stimati in circa 1,4 miliardi di euro, somma che copre ampiamente la perdita patrimoniale indotta con il decreto di risoluzione. La serietà e l’oculata gestione di Ubi pone interrogativi sulla precedente valutazione dei crediti delle tre Banche. Ritengo che sia indispensabile – conclude quindi Carrescia – comprendere le ragioni di una così rilevante discrasia nella valutazione dei crediti e questa interrogazione, mi auguro possa essere un utile atto per stimolare un approfondimento sulle responsabilità di quanto accaduto ed anche per sensibilizzare il mondo bancario locale ad una maggiore attenzione verso i risparmiatori dell’ex Banca Marche».

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