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Muore al Salesi a 14 anni
dopo sei giorni di ricovero:
due medici rischiano il processo

ANCONA – Sul banco degli imputati potrebbero finire due camici bianchi dell’ospedale di Fabriano, nosocomio che inizialmente aveva preso in carico il caso della vittima, una ragazzina tunisina affetta da lupus, una malattia cronica per cui doveva seguire stabilmente una terapia farmacologica
martedì 28 Novembre 2017 - Ore 18:08
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L’ospedale materno infantile Salesi

 

È morta dopo sei giorni di ricovero, tra l’ospedale di Fabriano e il Salesi, per il degenerare di una malattia cronica. A perdere la vita, il 20 luglio 2012, era stata una 14enne tunisina, residente a Cerreto d’Esi, affetta dal lupus eritematoso sistemico, una patologia cronica di natura autoimmune per la quale era seguita dal 2010 dal nosocomio fabrianese. Questa mattina, due medici dell’ospedale Profili di Fabriano sono finiti davanti al gup con l’accusa di concorso in omicidio colposo. Per una notifica mancante, l’udienza è stata rinviata al prossimo 13 febbraio, quando il giudice dovrà decidere sul rinvio a giudizio dei due camici bianchi responsabili, secondo la procura, della morte della minore. Secondo quanto ricostruito, la 14enne era arrivata all’ospedale fabrianese il 14 luglio, dopo una permanenza di qualche mese in Tunisia dove le sue condizioni di salute erano peggiorate. Nel suo paese d’origine, la ragazza era stata seguita da una clinica e poi dimessa. In Italia, un nuovo aggravamento del quadro clinico. A Fabriano, la 14enne era rimasta ricoverata fino al 19. Poi, la decisione dell’equipe di Pediatria di trasferirla d’urgenza al Salesi. A circa quattro ore dall’arrivo al materno-infantile era avvenuto il decesso causato dalla degenerazione della sua malattia. Per la famiglia della ragazza, rappresentata in udienza dall’avvocato Maria Squillace – quella morte si poteva evitare, magari trasferendo subito la minore in un centro specializzato e non aspettando cinque giorni. Inoltre, gli accertamenti effettuati a Fabriano sarebbero stati insufficienti a trovare in maniera rapida una soluzione per contrastare in maniera efficacia l’avanzare della patologia. Per la difesa, sostenuta dall’avvocato Marina Magistrelli,  la minore era arrivata all’ospedale di Fabriano in condizioni già compromesse dal fatto che in Tunisia non aveva seguito costantemente la terapia farmacologica che le era stata prescritta. «Vogliamo comunque – ha detto l’avvocato affrontare il dibattimento per dimostrare l’assoluta estraneità dei due medici e l’assenza dei profili di responsabilità».

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