Liberazione, sindaco contestato:
spalle e sguardo voltato in piazza

SENIGALLIA - Massimo Olivetti: «il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani, non di una sola parte. L’errore più grande sarebbe proprio quello di appropriarsi dei valori democratici, che sono patrimonio di tutti e non di una sola fazione»

Spalle girate a Olivetti in piazza Roma

di Sabrina Marinelli

Piazza Roma si è presentata gremita all’appuntamento con il 25 Aprile ma profondamente spaccata. Un muro di schiene ha accolto il discorso del primo cittadino. Mentre Olivetti alzava la voce, per farsi sentire meglio ha detto poi, richiamando i valori di una festa che deve unire e non dividere, in diversi gli hanno voltato le spalle. Letteralmente.

Il motivo: sempre quel Foro Annonario negato all’Anpi per via degli allestimenti in corso per l’evento delle Harley-Davidson.

Lo striscione esposto davanti al Foro Annonario

Al sindaco questo sgarro, tale infatti è stato ritenuto, non gliel’hanno perdonato. “Sindaco il 25 aprile non si sfratta. L’antifascismo è ovunque” recitava uno striscione esposto prima in piazza Roma poi davanti al Foro Annonario, dove l’Anpi avrebbe dovuto svolgere la festa della Liberazione, trasferita poi in piazza Manni.

Nonostante la contestazione palese, Olivetti ha proseguito il suo intervento sottolineando che «il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani, non di una sola parte. L’errore più grande sarebbe proprio quello di appropriarsi dei valori democratici, che sono patrimonio di tutti e non di una sola fazione».

Il sindaco Massiimo Olivetti sul palco di piazza Roma

Olivetti ha poi rivendicato il proprio percorso civico e ha voluto «ringraziare alcuni iscritti dell’Anpi. Perché, nonostante in passato ci siano stati momenti di distanza, siamo qui insieme». Una parte della piazza, però, continuava a negargli lo sguardo.

Foro Annonario che il sindaco Zavatti, alla guida della città nel dopoguerra, mai avrebbe negato, come ha ricordato dal palco Mabel Morri, presidente dell’Anpi.

Il Collettivo Transfemminista Ortica ha affidato a un comunicato stampa il proprio dissenso. Questa una sintesi: «C’è una strada che guida i nostri passi per evitare di perderci: quella che porta a casa è la strada della storia. Fuori da questo tracciato, ogni cosa rischia di perdere valore. La piazza, oggi, è la nostra casa. Togliercela non è questione da poco; fingere di non capirlo è ancora più grave. A casa torneremo sempre».

Il sindaco e la presidente dell’Anpi

Una nota per stigmatizzare il gesto della folla è arrivata anche dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Canafoglia, affermando che i manifestanti «non hanno girato le spalle a Massimo Olivetti ma all’istituzione e alla bandiera italiana, verso le quali ognuno di noi deve portare rispetto».

«Colpevole! – ci mette la faccia Luca Angeloni, portavoce del Comitato Possibile Senigallia e candidato consigliere comunale -. Sono uno di quelli che ieri si è girato durante il discorso del sindaco, consapevole che sarebbe stato un gesto forte, a rischio di essere stigmatizzato e che non tutti avrebbero capito. Mi sono girato aderendo ad una decisione presa democraticamente dall’Anpi insieme ad altre associazioni in cui mi riconosco. Se Massimo Olivetti avesse raccontato la verità tutto questo non sarebbe successo, è lui ad aver mancato di rispetto alla fascia che indossa. Non è colpa nostra se non si sanno gestire due eventi insieme».

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