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Al poliambulatorio di Castelfidardo
niente Cup, portiere
e logopedisti: esplode la protesta (Video)

SANITA' - Stamattina il sindaco Ascani ed il vice sindaco Marconi hanno guidato la manifestazione del M5S con un centinaio di partecipanti, organizzata davanti all'ex ospedale della città rimarcando che "i bambini di 40 famiglie attendono una risposta e sono costrette a ricorrere agli ambulatori privati sostenendo costi esorbitanti". La replica del dg dell'Area Vasta 2: "E' già tutto risolto, abbiamo assunto nuovo personale". Poi fa anticipazioni anche per l'ospedale di Osimo
sabato 2 Dicembre 2017 - Ore 16:25
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Le interviste a Roberto Ascani, Andrea Marconi, Andrea Cecconi e David Monticelli

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani, parla ai manifestanti

Un centinaio di manifestanti, stamattina alle 10.30, ha protestato con il sindaco, il vice sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali di maggioranza di Castelfidardo, davanti all’ex ospedale cittadino contro la chiusura del Cup e lo smantellamento dei servizi essenziali. Alla manifestazione organizzata dal M5S hanno preso parte anche i consiglieri regionali come il capogruppo Gianni Maggi e l’on. Andrea Cecconi, parlamentare marchigiano pentastellato. Il sindaco Roberto Ascani ha espresso preoccupazione per i disservizi che da gennaio ad oggi sono stati registrati al Cup, alla Cassa del Poliambulatorio e all’Ufficio Anagrafe, spesso chiusi per assenza del personale “destinato ai Poliambulatori di Osimo. Il servizio di fisioterapia – ha ricordato il primo cittadino – ha chiuso le prenotazioni per terapie programmate, garantendo solamente le urgenze, sempre a causa di carenza di personale. Il servizio Umee ha sospeso le valutazioni Dsa, disturbo specifico dell’apprendimento, perché la logopedista è assente da due anni e non è stata sostituita e 40 famiglie di Castelfidardo attendono una risposta e nel frattempo sono costrette ad andare presso gli ambulatori privati sostenendo costi esorbitanti”. Ascani ha rimarcato inoltre l’assenza di un portiere, “figura fondamentale in caso di emergenza perché deve attivare i soccorsi in caso di emergenze come un incendio o l’ascensore bloccato. Questi disservizi sono da tempo stati illustrati al presidente della Regione Ceriscioli che aveva garantito impegno per risolverli. A distanza di mesi la situazione è rimasta invariata”.

Il vice sindaco Andrea Marconi ha aggiunto che resta in stand by anche la formalizzazione dell’ospedale di comunità di Castelfidardo, classificato di tipo B come il presidio di Arcevia mentre quelli di tipo A sono i nosocomi di Loreto e Chiaravalle dopo la riconversione in Casa della Salute. “E’ vero che il terremoto ha rallentato la pratica e questa organizzazione, ma sono passati molti mesi ormai – ricorda Marconi- Sottolineo che i 19.000 fidardensi pagano le tasse come tutti gli altri cittadini dell’Area Vasta 2, ma non ricevano in cambio nemmeno i servizi essenziali, a fronte di altre realtà più piccole o bacini di utenza più ristretti. E questo non è giusto. L’anno scorso i servizi di fisioterapia era svolto da 3 fisioterapisti ma nel giro di pochi mesi, tra 2 pensionamento e un decesso sono stati scomparse queste figure. Ne è stata sostituita solo una, dopo tante proteste ne hanno aggiunta un’altra ma riescono più a fare la fisioterapia programmata ma solo le urgenze. Noi chiediamo solo l’essenziale che una città come Castelfidardo merita”.

Anche il  deputato Andrea Cecconi considera emblematico il caso di Castelfidardo perché racconta la politica sanitaria della giunta Ceriscioli sbilanciata, secondo il parlamentare grilino, verso la sanità privata. “L’unica cosa che si può fare in questa regione è invertire la tendenza di rotta che Ceriscioli e prima Spacca hanno messo in atto in questi ultimi 10 anni. – ha ripetuto- Fare cassa chiudendo il pubblico per riversare quei soldi nel privato non è un bene per i cittadini. Tutto quello che è stato costruito nei decenni dai cittadini, ospedali, strutture, mezzi e la formazione di chi lavora nella sanità, sono un nostro patrimonio che va salvaguardato”. Stamattina è stato annunciato anche che la manifestazione del M5S sarà replicata ad Osimo il prossimo 16 dicembre. “Diamo appuntamento a tutti i cittadini davanti al poliambulatorio per protestare contro il taglio simmetrici ad Osimo, dove il personale in pensione non è stato sostituito. – ha anticipato David Monticelli, capogruppo consiliare del M5S Osimo – Anche noi assistiamo alla spola dei dipendenti che tengono aperto 3 giorni lo sportello del poliambulatorio a Osimo, città di 35mila abitanti, e 2 a Castelfidardo. Una situazione assurda da accettare. Ad Osimo si aggiunge il problema dello smantellamento dell’ospedale. Purtroppo il bacino sanitario della Valmusone è stato sacrificato da anni. Cercano disperatamente di fare questo Ogm della sanità con la fusione dell’ospedale di Osimo con l’Inrca di Ancona, un pastrocchio con il nuovo polo ospedaliero dell’Aspio di Camerano che non sappiamo quando sarà pronto”.

Il consigliere regionale Gianni Maggi

Di diverso avviso il direttore dell’Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua che ha subito replicato alla prese di posizione dei grillini asserendo che i nodi della sanità di Castelfidardo siano già stati sciolti. “E’ già tutto risolto – garantisce Bevilacqua – Lo scorso 29 novembre abbiamo deliberato l’assunzione di 3 nuove logopediste per l’Av2, una delle quali proprio destinata al poliambulatorio Castelfidardo. Anche la questione del Cup è in via di risoluzione. C’è stato un dipendente in malattia, questo è vero, ma sono situazioni non prevedibili e comunque da lunedì il servizio sarà riattivato a pieno ritmo perché il lavoratore rientrerà al lavoro. E’ vero che c’è carenza di personale ma proprio per ovviare a queste situazioni, per l’Area Sud di Ancona abbiamo previsto a breve anche l’assunzione di 4 sportellisti per evitare questi momenti di crisi, magari collegati a malattie del personale”. Per l’ospedale di comunità locale, che come quello di Arcevia è un country hospital, il dg dell’Area Vasta 2 ritiene che “la struttura di Castelfidardo ha tutti i requisiti per rientrare nella classificazione di Casa della Salute di tipo B. Anche in questo caso si sta facendo un allarmismo ingiustificato perché nessuno vuole smantellarlo. Arcevia è già stato riconosciuto formalmente come tale, ma la Regione riconoscerà questa classificazione anche a Castelfidardo perché la sua struttura ha tutte le carte in regola”.

Maurizio Bevilacqua, dg dell’Area Vasta 2

Maurizio Bevilacqua spende parole di rassicurazione anche per la sanità osimana annunciando che i lavori di ampliamento del pronto soccorso dell’ospedale di Osimo, invece partiranno il prossimo 13 dicembre. “Il cantiere sarà attivo da quel giorno – conferma- perché abbiamo ottenuto proprio in questi giorni le polizze fideiussorie. Nel momento in cui sarà firmata la fusione per incorporazione dell’ospedale di Osimo con l’Inrca di Ancona, dal 1 gennaio 2018, ci sarà il subentro dell’appalto della nuova azienda. Per essere certi che l’appalto fosse cantierabile l’abbiamo però avviato prima del passaggio giuridicio perché così ci sarà la certezza che i lavori saranno portati a termine”. Il Dg dell’Area Vasta 2 chiarisce inoltre che anche quando l’ospedale di Osimo sarà Inrca, continuerà ad avere rapporti con gli altri ospedali dell’Area Vasta 2 (Jesi, Senigallia e Fabriano) “proprio come avviene tra i presidi dell’Area Vasta 2 con gli Ospedali Riuniti, eventuali criticità verranno gestite con convenzioni tra le varie aziende”

 

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