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«Ha investito un uomo»
Ma la testimonianza è inventata
Fine dell’incubo per il vigile urbano

ANCONA - L'agente scelto Luciano Principi era finito a processo con l'accusa di lesioni colpose in base a una storia totalmente inventata da due senigalliesi. Uno di questi ha patteggiato un anno e 10 mesi di reclusione. Il vigile: «Ho passato un vero calvario. Ora è finito, ma non sono soddisfatto. Per me, nessun risarcimento»
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Il tribunale

 

«Ho visto il vigile urbano salire in auto e investire un uomo». È stata questa la frase detta sotto giuramento che ha portato un 38enne senigalliese davanti al giudice per falsa testimonianza. Questa mattina, l’uomo ha patteggiato un anno e 10 mesi di reclusione, mettendo fine al calvario dell’agente scelto Luciano Principi, finito al centro di una serie di accuse poi giudicate del tutto inattendibili dal tribunale. A puntare il dito contro il vigile era stato, nel luglio 2008, un senigalliese che aveva sostenuto di essere stato investito con l’auto di servizio durante l’emissione di un verbale da parte di Principi, in forza alla Municipale della città dalla spiaggia di velluto, per aver violato la regola che dispone il divieto di ingresso ai cani in spiaggia in un determinato periodo dell’anno. Per la denuncia del padrone dell’animale, il vigile era finito a processo per lesioni colpose. Il procedimento si era svolto di fronte al giudice di pace. A supporto della versione della parte offesa, in udienza si era presentato il 38enne. «È vero, quella persona è stata investita. Prima di quel momento non l’avevo mai vista». Due affermazioni giudicate dal tribunale completamente fasulle. Non solo alla fine del processo l’agente è stato assolto, ma i due complici sono stati indagati: il finto investito per calunnia, il compare per falsa testimonianza. Nel primo caso, è arrivata la prescrizione. Nel secondo, la sentenza che però, dato il patteggiamento, non ha portato nelle tasche dell’agente nessun risarcimento. Una doppia beffa. «Sono stato accusato pesantemente – ha detto Principi – e per questo ho dovuto sopportare 14 udienze per poi vedere quella calunnia prescritta. Ho solo speso soldi e tempo. Se è cambiata in me la percezione della giustizia? Un po’, perché non sono soddisfatto e credo che la tutela per chi lavora nel mio campo sia al limite o quasi nulla».

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