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I vigili del fuoco incrociano le braccia:
«Trattati come un corpo di serie B»

LA PROTESTA – Quattro ore di sciopero domani dalle 9 alle 13 per chiedere al governo un trattamento più dignitoso
venerdì 8 dicembre 2017 - Ore 16:46
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I vigili del fuoco incrociano le braccia per protesta. Domani sono previste quattro ore di sciopero, dalle 9 alle 13, in tutta Italia, che vedranno coinvolti anche i caschi rossi di Ancona, Ascoli, Macerata e Pesaro. L’iniziativa è del Conapo, il sindacato autonomo che da tempo ha sollevato il caso delle retribuzioni e delle pensioni dei vigili del fuoco, comparandole con gli appartenenti alle forze di polizia, rispetto ai quali «percepiscono 300 euro in meno ogni mese e sono penalizzati anche dal punto di vista previdenziale». «Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri corpi dello Stato – sottolinea il Conapo – e siamo impiegati nei servizi di pronto intervento dal giorno dell’ assunzione sino al giorno della pensione, un servizio operativo che non ha eguali, eppure siamo il corpo più bistrattato, nonostante mettiamo costantemente a disposizione la nostra vita per la sicurezza dei cittadini». Alla base della protesta anche la cronica carenza di pompieri determinata dai tagli alle assunzioni. Per il Conapo ne mancano in Italia circa 3mila sui 32mila previsti. «Il piano di assunzioni straordinarie inserito dal governo nella legge di bilancio – aggiunge il Conapo – ne recupera 1300 nei prossimi 5 anni, è una bella inversione di tendenza rispetto ai tagli del passato, ma ha la grave criticità di rimandare il grosso delle assunzioni troppo al futuro, infatti prevede solo 50 assunzioni aggiuntive al turnover per il 2018 in tutta Italia, troppo poche per pensare di far fronte adeguatamente alle nuove emergenze dovute ai cambiamenti climatici, ai ripetuti terremoti, alle alluvioni, ma anche agli incendi, specie dopo la soppressione del corpo forestale. Anche nelle Marche la situazione non è da meno, mancano circa 80 operativi di cui 32 nella sola Ancona». «I politici – aggiunge il segretario generale Conapo Antonio Brizzi – si ricordano di noi solo durante le emergenze per sfruttare la nostra popolarità ma ci dimenticano sistematicamente quando chiediamo di darci la stessa dignità retributiva e pensionistica degli altri corpi, siamo a fine legislatura, qualche piccola attenzione c’è stata, ma continuiamo ad essere trattati come un corpo di serie B e nella legge di bilancio non ci sono misure adeguate a risolvere questa situazione». Con lo sciopero nazionale i pompieri del Conapo chiamano in causa direttamente il premier Gentiloni e i ministri Padoan, Minniti e Madia, ma anche a tutti i politici di maggioranza e opposizione perché i vigili del fuoco e la sicurezza sono di tutti e necessitano di impegno bipartisan.

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