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«Paga la droga o i rom ti svaligiano casa»:
in due a processo per estorsione

ANCONA – Le minacce sarebbero state rivolte al padre di un 17enne di Filottrano che aveva comprato 150 euro di hashish senza pagarlo. Il debito avrebbe scatenato le minacce di un 21enne marocchino e di un 23enne pakistano, che oggi ha dato la sua versione dei fatti davanti al giudice
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Foto d’archivio

 

«Paga il debito o ti facciamo svaligiare casa dai rom». È questa la frase con cui due stranieri, un marocchino di 21 anni e un pakistano di 23, avrebbero minacciato il padre di un 17enne di Filottrano, “colpevole” di non aver pagato una partita di hashish del valore di 150 euro. Per i due presunti estorsori, lo scorso giugno erano scattate le manette, dopo essere stati beccati dai carabinieri di Osimo con il malloppo appena riscosso dall’abitazione del minore. Pochi giorni fa, il 21enne è stato rinviato a giudizio. L’altro, questa mattina, ha affrontato l’udienza preliminare procedendo con il rito abbreviato. Presente in aula, davanti al gup Paola Moscaroli ha cercato di smontare l’impianto accusatorio della procura. «Non c’entro nulla con l’estorsione. Ho solo  accompagnato quel ragazzo a casa del minore perché mi aveva detto che gli doveva dei soldi, ma non sapevo il motivo. E le minacce non le ho mai pronunciate» ha detto il pakistano, studente di Ingegneria alla Politecnica delle Marche. Per la procura, invece, l’estorsione sarebbe stata perpetrata in concorso. Tutto sarebbe nato a causa del mancato pagamento da parte del 17enne di 150 euro relativi all’acquisto di alcune dosi di hashish. Dopo qualche settimana, gli stranieri sarebbero andati a bussare a casa del minore, prendendo di petto il padre. «Tira fuori i soldi, rischi le botte e che i rom vengano a casa tua per derubarti» sarebbe stata la frase pronunciata in un primo incontro. Durante il secondo, l’affare era andato a buon fine, ma all’uscita dall’abitazione del minore, i due erano stati arrestati dai carabinieri di Osimo. In sede di convalida dal gip, il 21enne aveva smussato le responsabilità del pakistano. Per quest’ultimo la sentenza arriverà il 25 gennaio.

 

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