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Arriva Michela, Rossi:
«Una rivoluzione per l’Adriatico»
e parte l’attività di bunkeraggio

ANCONA - Nel tradizionale Christmas party, a bordo della nuova nave Adria Ferries, il presidente di Frittelli Maritime annuncia le novità del gruppo per il 2018. Dopo 18 mesi di intoppi burocratici, parte il progetto con Api di rifornimento in mare delle navi . «Ostacolati da vecchie circolari ministeriali e da lobby obsolete»
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L’intervento di Alberto Rossi, presidente Frittelli Maritime

 

 

di Agnese Carnevali

È sotto ai piedi dei tanti invitati al tradizionale Christmas party uno degli obiettivi 2018 di Frittelli Maritime Group. Due mila metri lineari di potenza, con la capacità di raggiungere i 24 nodi di velocità e di arrivare da Ancona a Durazzo nel tempo record di 16 ore, trasportando 950 passeggeri e 140 camion. Il nuovo bolide, targato Adria Ferries – compagnia del gruppo marittimo guidato da Alberto Rossi – si chiama Michela ed è stata presentata ieri (18 dicembre) ai tanti ospiti saliti a bordo – tra gli altri, il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Rodolfo Giampieri, l’assessore al Porto di Ancona, Ida Simonella, il sindaco di Falconara, Goffredo Brandoni, il capo segreteria del presidente della Regione, Fabio Sturani, gli imprenditori Gabriele Virgili e Mario Campanella – per il consueto scambio di auguri dell’azienda, occasione come sempre per fare un bilancio dell’anno che sta per concludersi e per tracciare le prospettive. Il 2018, dunque, si aprirà con la rivoluzione di Michela (circa 50 milioni di investimento), veloce e confortevole, più orientata ai passeggeri e con l’obiettivo di aumentare ancora i traffici sulla tratta Ancona-Albania (già +56% rispetto a dicembre 2016).

GLI OBIETTIVI PER IL 2018

«In molti ci prenderanno per pazzi − sorride Alberto Rossi − 24 nodi vuol dire potenza e potenza vuol dire consumi con un andamento del costo del petrolio in continua crescita (+ 40% nell’ultimo periodo), ma Michela rappresenta una rivoluzione epocale per questo porto e per il mare Adriatico e noi crediamo nel progetto di continua crescita e miglioramento. Siamo abituati a vedere navi come questa nel Mediterraneo o nel nord Europa, Michela arriva dai mari del Far East».

E Michela non sarà l’unica rivoluzione del 2018 per Frittelli e per il porto di Ancona. Diventa operativo il progetto industriale di bunkeraggio (rifornimento delle navi),  in partnership con Api. Altra grande scommessa del gruppo annunciata da Rossi due anni fa, e che prende forma dopo 18 mesi di intoppi, per lo più burocratici, contro i quali Alberto Rossi non risparmia una dura critica. «Abbiamo acquistato una piccola petroliera per fare il bunkeraggio in mare − spiega Rossi −, Api aveva già il carburante stoccato per il progetto, la nave poteva viaggiare con il carburante in pancia per tutto il mondo, ma non poteva fare Falconara-Ancona a causa di vecchie circolari ministeriali, lobby obsolete ed imprenditori che non sanno fare gli imprenditori. Siamo rimasti fermi per 18 mesi. Un danno da 1,8 milioni, che avremmo potuto reinvestire in altro, 9 persone licenziate. Solo la presenza di due gruppi forti come Api e Frittelli e la nostra tenacia per un progetto a cui tenevamo molto e del quale capiamo l’importanza ci ha fatto andare avanti − sottolinea Rossi −. Così il mese scorso siamo riusciti ad ottenere il via libera ed abbiamo iniziato a bunkerare con le navi Adria Ferries come pesci pilota». Ed è notizia di questi giorni anche la chiusura del contratto di bunkeraggio con Minoan (compagnia che viaggia sulla tratta greca di cui Frittelli è agente). «La scorsa settimana − riprende Rossi − insieme al presidente Giampieri abbiamo incontrato il responsabile di Grimaldi, che fa circa 850 milioni all’anno di bunkeraggio, che ha affermato come la possibilità di fare rifornimento in mare rappresenti uno dei punti essenziali per un armatore per scegliere un porto. Questo progetto industriale non è solo patrimonio di Frittelli, ma di tutto il porto di Ancona, che diventa più competitivo. Per questo chiediamo alle istituzioni che ci diano una mano per sostenerlo, per superare gli ostacoli creati ad arte da altri. Credo che il contributo in termini economici ed occupazionali del nostro gruppo alla città ed alla regione debba essere riconosciuto, con i nostri 81,78 milioni di fatturato e oltre 600 dipendenti siamo il primo gruppo industriale delle Marche in termini di servizi. Il mercato ha delle regole che vanno rispettate e che non devono essere falsate dall’esterno».

I DATI DEL 2017

Quella del bunkeraggio, un’altra attività sulla quale può svilupparsi lo scalo dorico che, secondo i dati presentati ieri, vede per il 2017 una flessione del 10% del traffico container (dettato anche dal crollo del prezzo globale di trasporto dei contenitori). Nel calo generale, per Frittelli cresce il numero degli approdi container (1713 contro i 1672 del 2016) e migliorano le performance di movimentazione container/ora (30), mentre prendendo a riferimento la movimentazione merci, Frittelli registra un aumento di 30mila tonnellate (123.228 contro 96.880 dell’anno precedente), grazie anche alla diversificazione delle merci. Sulla tratta albanese Adria Ferries registra una contrazione di 216 corse sul porto di Ancona, anche per effetto delle scelte commerciali dei principali partner della compagnia (Gnv), che danno però migliori performance da un punto di vista di utilizzo della stiva (+ 8% rapporto tra disponibilità e utilizzo della stiva). Vola Minoan che nel 2017 ha trasportato un milione di passeggeri, con un aumento del 12,8% a parità di partenze rispetto al 2016. Minoan rispetto alle altre compagnie del porto anconetano (sia Grecia sia Croazia) rappresenta il 40% di passeggeri e veicoli che viaggiano da Ancona ed il 50% dei tir.

Un 2017 che per il gruppo Frittelli è stato molto più social (raggiungendo i 9 mila followers) ed è cresciuta in generale la presenza del gruppo su Internet con 150 mila contatti al sito della compagnia. Spinta anche sulla formazione – obiettivo lanciato da Rossi per il 2017 nel precedente party natalizio – con oltre 200 tirocini. «Investiamo nei giovani ed in formazione, aiutiamo i ragazzi a crescere e a diventare manager − conclude Rossi − perché è la squadra a fare grande il nostro gruppo».

 

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