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Operazione ‘Aspromonte’,
le Fiamme Gialle sequestrano
beni per 700 mila euro (Video)

ANCONA - Dopo le indagini della Procura Distrettuale Antimafia tra Ancona e Pesaro, identificato un calabrese dedito, tra l’altro, al trasferimento fraudolento di valori e all’usura. L'uomo manteneva un tenore di vita di gran lunga superiore a quello dichiarato al fisco
mercoledì 20 Dicembre 2017 - Ore 12:23
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L'operazione 'Aspromonte' portata a termine dal Gico della Guardia di Finanza, tra Ancona e Pesaro

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Ancona hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione a carattere patrimoniale disposta dal Tribunale di Pesaro ai sensi del Codice delle Leggi Antimafia, sottoponendo a confisca un considerevole patrimonio, già oggetto di sequestro nello scorso mese di maggio, costituito da 7 fabbricati e 4 società ubicate nelle province di Ancona e Pesaro, del valore complessivo di oltre 700.000 euro, nei confronti di un soggetto calabrese dedito, tra l’altro, al trasferimento fraudolento di valori e all’usura. Le complesse attività investigative svolte dal Gico, nell’ambito di una delega della locale Procura Distrettuale Antimafia, avevano consentito di individuare un sodalizio dedito alla commissione dei predetti reati nonché rilevare collegamenti del citato soggetto con affiliati a cosche della “’ndrangheta”.

I successivi accertamenti e la ricostruzione della sua posizione reddituale e del proprio nucleo familiare hanno fatto emergere una situazione di completa difformità tra redditi dichiarati, tenore di vita e patrimonio, direttamente ed indirettamente a lui riconducibile, acquisito in virtù dei considerevoli profitti illeciti conseguiti dalla commissione dei reati, rendendo quindi applicabile la misura di prevenzione a carattere patrimoniale. L’adozione di tale provvedimento, nell’ambito dell’operazione denominata “Aspromonte”, rappresenta il risultato di un costante impegno del Corpo finalizzato all’aggressione di ricchezze illecitamente accumulate e la suddetta confisca patrimoniale è la più ingente mai eseguita nelle Marche mediante l’applicazione della normativa antimafia.

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