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Accordo Agroambientale d’Area
per il Parco del Conero

SIROLO - Nel progetto di riconversione delle culture in agricoltura bio sono coinvolte 26 le aziende, per un totale di 240 ettari circa
giovedì 21 Dicembre 2017 - Ore 14:30
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Il Parco del Conero chiude l’anno in bellezza con un progetto di estrema importanza per la gestione della problematica circa la tutela della qualità delle acque. E’ un Accordo Agroambientale d’Area presentato lo scorso 14 dicembre nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Marche 2014-2020. ‘Nel territorio coinvolto –spiega Maurizio Piazzini, commissario dell’ ente parco del Conero- sono stati creati i presupposti per un’ampia applicazione dell’agricoltura biologica, garanzia di qualità ed eco sostenibilità delle produzioni, con benefici misurabili di qualità ambientale’. L’ambito a cui si riferisce il Commissario Piazzini è un vasto territorio che interessa non solo i 4 Comuni del parco (Ancona, Numana, Camerano, Sirolo), ma anche quelli di Castelfidardo e Osimo. La delimitazione dell’area è stata effettuata da quanto richiesto dal Bando sugli Accordi Agroambientali, sulla base delle domande di adesione degli agricoltori e comprende vaste zone vulnerabili da nitrati (Zvn). ‘Si auspica –spiega Piazzini- un effetto significativo in termini di riduzione dell’impatto ambientale determinato dall’attività agricola nel comprensorio individuato. Ad oggi, sono 26 le aziende coinvolte, numero destinato a crescere nei prossimi 5 anni. 9 aziende, per un totale di 240 ettari circa si convertiranno al bio aderendo al progetto, sommate alle molte già biologiche. Se il progetto verrà finanziato dalla Regione Marche, a queste spetterà, tra l’altro, un 10% in più sui contributi agricoli’.

Il passo successivo da parte dell’ente parco sarà svolgere attività di informazione e formazione del mondo agricolo e favorire la massima partecipazione al progetto. ‘Della realizzazione di questa macro area biologica – conclude Piazzini- beneficeranno le acque superficiali e profonde con la derivante riduzione dell’inquinamento dato dall’utilizzo di prodotti chimici, fertilizzanti, pesticidi e di liquami provenienti dagli allevamenti. Un’attenzione particolare avranno le pratiche agronomiche in grado di aumentare l’humus nei suoli agricoli del comprensorio, con risultati positivi per l’agroecosistema, per la qualità e la quantità delle produzioni locali. E’importante sottolineare come, in un territorio a vocazione turistica quale è il Conero, il miglioramento di tale qualità, ottenuto grazie all’attuazione dell’Accordo Agroambientale, possa avere ricadute positive su diversi comparti economici, compreso quello di primaria importanza del turismo balneare’.

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