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Omicidio di Hamid, l’autopsia:
«Morte per asfissia,
non è stato strangolato»

CUPRAMONTANA - Il bimbo di 5 anni ucciso dal padre ha trovato la morte in pochi secondi. Il padre Besart gli avrebbe impedito di respirare con una mano. Il 24enne è in carcere da venerdì con l'accusa di omicidio volontario aggravato
martedì 9 Gennaio 2018 - Ore 18:46
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Hamid Imeri è morto per asfissia. A dirlo sono i primi risultati emersi dall’esame autoptico che si è svolto questa mattina all’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale di Torrette per mano del dottor Mauro Pesaresi. Il piccolo di 5 anni, non avrebbe trovato la morte a causa dello strangolamento, come ipotizzato in un primo momento. Il padre Besart, in carcere da venerdì con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela con la vittima, non gli avrebbe messo le mani attorno al collo, ma gli avrebbe impedito di respirare tappandogli la bocca con le mani. La sofferenza respiratoria, che ha causato al bimbo una perdita di sangue dal naso riscontrata dai sanitari e dal medico arrivati in via Bonanni il 4 gennaio, ha poi portato all’arresto cardiaco. Hamid ha trovato la morte in pochissimi secondi sul sedile posteriore della Yaris verde posta sotto sequestro dagli inquirenti il giorno del delitto. Non avrebbe neanche fatto in tempo a urlare o a opporre resistenza. Le conferme dell’asfissia arriverebbero da alcuni riscontri, dati soprattutto dal fatto che sul corpo del piccino non sono stati trovati segni evidenti di violenza, in particolar modo sul collo. Nel rispondere ai quesiti del pm Valentina Bavai, il dottor Pesaresi ha effettuato alcuni prelievi istologici necessari a sciogliere ogni dubbio sulle cause della morte. Un decesso che lo stesso Besart aveva detto al giudice, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, di aver provocato con lo strangolamento, mettendo le mani attorno al collo del primogenito, spinto da una forza sovrannaturale.

Omicidio di Hamid, il padre: «Una forza sovrannaturale mi ha spinto a strangolarlo»

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