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Battibecco social
tra i consiglieri Mariani e Latini

OSIMO - Terreno del scontro tra i due rappresentanti di minoranza in quota centrodestra il destino dell'ospedale di Osimo dopo la fusione con l'Inrca. L'esponente delle Liste civiche ha teso quasi una mano per organizzare "una scialuppa di salvataggio di quello che rimarrà di Osimo (poco) al termine dei 10 anni (2024) delle amministrazioni di sinistra". Replica della capogruppo del Gruppo misto: "Proseguirò insieme a tutti quelli che condividono i miei pensieri. Pugnaloni ha terminato quello che Latini ha iniziato"
mercoledì 10 Gennaio 2018 - Ore 17:24
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L’ospedale Ss. Benvenuto e Rocco di Osimo

Nella prospettiva del nuovo Inrca-ospedale di Osimo e delle imminenti elezioni politiche si è consumato il battibecco politico social tra i consiglieri di minoranza Maria Grazia Mariani (Gruppo misto) e il consigliere Dino Latini (liste civiche), ex sindaco di Osimo e neo coordinatore regionale ‘Noi per l’Italia’, entrambi in quota centrodestra. “La decisiva complicità di Pugnaloni alla chiusura dell’ospedale (e non solo, basti pensare all’Astea) è dipeso dalla partecipazione alla sua vittoria elettorale da parte di tante persone che ora, prima di incolparlo, dovrebbero fare una minima riflessione sugli errori commessi ad essere stati conniventi con chi ora ci amministra, nonchè sui danni che gli osimani, di conseguenza, subiscono e,sopratutto, subiranno” ha scritto oggi Latini in un post di commento su facebook ad un comunicato della Mariani che stigmatizza la scelta dell’Asur Marche di dismettere tutto i beni indisponibili e disponibili dell’Area Vasta 2 sul territorio di Osimo per cederlo all’Inrca di Ancona con la fusione per incorporazione dell’ospedale Ss. Benvenuto e Rocco.

l’ex sindaco di Osimo, Dino Latini (liste civiche)

“Ha ragione chi dice che la fine della sanità osimana è cominciata nel 1988 (21 marzo) ovvero con la chiusura del Muzio Gallo. – prosegue l’ex sindaco dei movimenti civici – Nonostante fossi dipendente della Usl ero presidente del comitato civico che difendeva la struttura (7mila aderenti) e posso dire che se avessimo salvato quel nosocomio, oggi Osimo avrebbe avuto un’altra storia sanitaria. Ma, ormai, i guai sono stati fatti, come quelli di spostare (1994) la sede del nuovo ospedale da Monte Ragolo a San Sabino (fui l’unico a votare contro) e il pasticciaccio dell’appalto dei lavori dell’ospedale nel 1997/1998 (fui tra quelli che votarono contro),per finire a quest’ultimo, bruttissimo, della dismissione, senza colpo ferire,di 200 anni di storia ospedaliera di Oismo, compiuto nel nome di un solo posto di lavoro. Quando parlavamo (dal 2012) di ospedale della provvidenza ci ridevano sopra ,oggi c’è da piangere, perchè la realtà è peggiore della fantasia o incubo. Intervengo qui, anche se non è mio costume fare post di commento di altri, perchè la riflessione che pone l’intervento di Maria Grazia Mariani è quello di smettere di fare scelte per dispetto, salvo poi contestarne gli effetti, ed invece lavorare, anche su posizioni diverse e con le proprie idee, all’organizzazione della scialuppa di salvataggio di quello che rimarrà di Osimo (poco) al termine dei 10 anni (2024) delle amministrazioni di sinistra. Un percorso lungo (come una traversata nel deserto) ma che va costruito dalle fondamenta, con la passione e il sacrificio dell’intera comunità civile, ed i cui risultati dovranno essere (anche per la sanità) fondanti, veri, lungimiranti e realizzabili. Questo, umilmente secondo me, si deve fare per non essere solo il grillo parlante della bancarotta cittadina”.

Maria Grazia Mariani

La replica della consigliera non si è fatta attendere. “Pugnaloni ed il Pd ad Osimo hanno solamente portato a termine i progetti delle Liste civiche disattendendo le promesse elettorali. – esordisce la nota di Maria Grazia Mariani – I fatti, e non le polemiche, dimostrano che la “questione Astea” e la chiusura dell’ospedale partono da lontano. La prima (Astea) è il compimento del progetto firmato Liste civiche come ammesso e affermato più volte dallo stesso Latini in consiglio comunale. La chiusura dell’ospedale Ss. Benvenuto e Rocco invece è iniziata con il governo regionale di Spacca durante il quale Latini era consigliere regionale di maggioranza. Latini, infatti, nei suoi ricordi ha dimenticato il periodo 1999-2014. Dal 1999 al 2009, per 10 anni sindaco, Latini e le Liste civiche con i soldi in tasca per la realizzazione di un ospedale nuovo a San Sabino ha buttato tutto all’aria proponendo la soluzione del project financing. Un progetto che l’Anac ha definito pieno di errori penalmente rilevanti, sottoposti al vaglio della Procura penale che ha archiviato la questione per prescrizione e che è costato ai cittadini osimani centinaia di migliaia di euro. Poi dal 2009 al 2014 Latini eletto consigliere regionale con il governo Spacca, ricoprendo il ruolo di Presidente della Commissione Finanze, ha dirottato i fondi sul nuovo ospedale Inrca ad Ancona Sud-Camerano che doveva essere completato a giugno 2016 , il cui cantiere invece è subito naufragato in una serie di ricorsi ed i lavori ancora sono in alto mare”.

Secondo la capogruppo del Gruppo misto si è trattato di “scelte non condivise dagli osimani e che sono costate care a Latini e alle Liste civiche. Gli osimani infatti hanno premiato il candidato Sindaco Pugnaloni che doveva rappresentare il cambiamento, almeno negli intenti elettorali ma che purtroppo ha dimostrato essere proprio come le Liste civiche: tante promesse, ma solo finalizzate al successo e alla poltrone, tanto da disattenderle tutte. Non a caso Pugnaloni è stato assessore al bilancio del sindaco Latini e dimostra di essere stato proprio un bravo alunno. Ma chi poteva immaginare un simile scenario? Oggi leggo che Latini ricopre un incarico importante in un partito coalizzato con il centrodestra e tende una mano per un progetto futuro per la città. Io non sono mai stata per le politiche ‘contro’ o dei ‘dispetti’ o degli ‘odi personali’. La mia critica è sempre costruttiva e finalizzata alla tutela degli interessi della città. I fatti lo dimostrano. Continuerò con tenacia pur nella consapevolezza che per rimediare i danni non saranno sufficienti neanche i miracoli. Continuerò comunque per questa strada insieme a tutti quelli che condividono i miei pensieri”.

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