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Fp Cgil lancia un nuovo allarme:
“Educatrici dei Nido comunali
trasferite alla Asso?”

OSIMO - Dopo essere riuscito a bloccare l'operazione nel 2017, il sindacalista Andrea Raschia domanda al sindaco Simone Pugnaloni se le 8 insegnanti sono state già trasferite. Ieri in consiglio comunale, il vice sindaco Mauro Pellegrini ha fatto il punto sulla situazione dei ricorsi Asso e sui costi del personale
giovedì 11 gennaio 2018 - Ore 12:18
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La sede della Asso, l’azienda speciali per i servizi sociali, educativi e culturali del Comune di Osimo

Con l’anno nuovo torna l’incubo per le 8 educatrici degli asili nido di Osimo di essere trasferite nell’organico della azienda speciale Asso. Una decisione che il sindacato era riuscito a stoppare nel 2017 (leggi l’articolo). “La stampa ha raccontato la visita del Sindaco al presidio ospedaliero di Osimo. Obiettivo: fare il punto con il direttore generale Inrca dopo la cessione del ramo d’azienda da parte Asur. ‘… Un nuovo corso…’, l’ha definito Pugnaloni, non mancando però di pungolare la nuova gestione che dovrà ‘…farsi carico di capire, studiare, ed organizzare il percorso avviato…’. Ha assicurato diretto impegno e supporto necessario, riservandosi un mese di tempo per un primo bilancio. Ha infine incontrato il personale coinvolto dal processo di fusione, per dimostrare una decisa volontà di seguire da vicino ogni sviluppo. Si può immaginare che l’occasione non sarà sfuggita ai soggetti in causa per rappresentare le situazioni di criticità”. Se Andrea Raschia, responsabile della Fp Cgil Ancona considera “positivamente questa partecipazione attiva del primo cittadino” alle questioni della sanità locale, non definisce con altrettanto favore “le anticipazioni sul fatto che la Giunta Pugnaloni avrebbe deliberato -il condizionale è ancora d’obbligo- la definitiva esternalizzazione del servizio educativo. Le precedenti amministrazioni se ne erano sbarazzate affidandone la gestione alla società Asso. Oggi verrebbe assestato dal sindaco il colpo finale cedendo anche il personale comunale”.

Andrea Raschia, responsabile Fp Cgil Ancona

Raschia spera che si tratti di “una fake news. Altrimenti- rimarca- si dovrebbe concludere che la Giunta di Osimo, in un solco tracciato da quella di Castelfidardo, praticherebbe con disinvoltura la politica dei due pesi e due misure. Paese che vai… I lettori certamente ricorderanno la fine toccata al personale della Casa di Riposo Mordini sbolognato alla cooperativa sociale (leggi l’articolo). Pugnaloni non sarebbe da meno con il benservito alle educatrici dell’asilo nido. In tal caso, ci troveremmo di fronte ad un atto inaccettabile. Un atto unilaterale che di fatto chiuderebbe il confronto peraltro rivendicato dall’assemblea generale del personale del comune di Osimo per un netto cambiamento di politiche da parte dell’Ente, la cui struttura amministrativa è stata colpevolmente ridotta ai minimi termini. Con i lavoratori a segnalare -finora inutilmente- crescenti difficoltà operative per i servizi alla comunità”.

La Fp Cgil mette in evidenza inoltre che il provvedimento avrebbe ricadute pesanti sulla stessa Asso che dovrebbe accogliere in organico altro personale. “La Asso è già alle prese con la gestione di oltre 150 dipendenti distribuiti in una decina di contratti di lavoro. Una situazione che ha dell’incredibile. Solo uno sconsiderato potrebbe davvero infischiarsene delle possibili conseguenze, con l’aggiunta dell’ennesimo riferimento contrattuale: la situazione diverrebbe esplosiva per la gestione quotidiana dell’organizzazione del lavoro. Ragioni per le quali, la stessa Azienda si era fatta carico di anticipare al Sindaco l’opportunità di soprassedere alla decisione in questione, dimostrando quanto meno quel buonsenso che auspichiamo non manchi alla Giunta Pugnaloni”.

Il vice sindaco di Osimo, Mauro Pellegrini

Proprio ieri pomeriggio nella Sala Gialla, il vice sindaco Mauro Pellegrini ha fatto il punto sul ricorso che pende come una spada di Damocle sull’azienda speciale controllata dal Comune dopo le verifiche dell’ispettorato del Lavoro Inps e Inail svolte su 144 lavoratori (leggi l’articolo). Pellegrini nel rispondere a un’interrogazione della consigliera di minoranza Maria Grazia Mariani (Gruppo Misto) ha svelato che i ricorsi pendenti sono al momento tre, uno dei quali per contrastare un’ordinanza di ingiunzione per incassare la sanzione amministrativa (pari a 133.283 euro). Gli altri 229.409 euro richiesti come contributi sanzioni e interessi dagli enti previdenziali, il cui verbale con l’avviso di addebito è stato sospeso dopo la prima udienza al giudice del lavoro del tribunale di ancona (il legale della Asso è lo studio del prof. Maurizio Cinelli). Nella disamina il vice sindaco ha messo in evidenza, numeri alla mano, che il costo per i lavoratori pagati con voucher  si è riequilibrato in rapporto al numero degli addetti impiegato passando da 126.490 euro del 2014 (97 lavoratori per un monte ore di 16.961), a 61.850 euro nel 2015 (36 lavoratori per 6.185 ore) a 53.050 euro (per 42 lavoratori e  5.305 ore) a dimostrazione che l’azienda ha seguito le indicazioni degli organi previdenziali. Il costo che incide maggiormente sul bilancio Asso resta quello del personale a tempo determinato e indeterminato che con la regolarizzazione dei contratti, pur calando nel numero degli addetti, è lievemente aumentato nella spesa. Nel 2016 i dipendenti a tempo determinato pesavano sui conti per 472.000 euro, quelli a tempo indeterminato per 2.393.628 euro. nel 2014 le stesse cifre si attestavano rispettivamente in 458.000 euro e poco più di 2 milioni.

Le educatrici dei nidi alla Asso, dipendenti comunali solidali con loro

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