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Cantiere nuova scuola media: arrestato
imprenditore in odore di mafia

CASTELFIDARDO - A tre anni dal naufragio del progetto, i consiglieri di minoranza Enrico Santini e Lara Piatanesi (Pd-Bic), ricollegano le circostanze alla chiusura del cantiere di Castelfidardo e si proiettano in avanti. Torneranno a proporre al consiglio comunale di mettere in pista una soluzione diversa che risolva il problema per tutti i ragazzi di Castelfidardo
giovedì 18 Gennaio 2018 - Ore 13:00
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Il progetto rendering della nuova scuola media di Castelfidardo

A 3 anni di distanza dalle proteste in consiglio comunale, si sono ritrovati sulla stampa una notizia che ha confermato tutte le loro tesi sul cantiere della nuova scuola media di Castelfidardo, “per intuizione o per approfondimento non certo per facile profezia. – sottolineano i consiglieri Enrico Santini e Lara Piatanesi del gruppo di minoranza Pd-Bic – È il caso della notizia appresa pochi giorni fa che riguarda l’imprenditore arrestato per collusioni con la ‘ndrangheta nonché titolare della società che avrebbe dovuto costruire la nostra nuova scuola media a Castelfidardo. Capita che in merito a questa notizia, sia possibile trovare sul web note dell’attuale maggioranza che enfatizzano il ruolo del movimento grillino locale per avere pubblicato un articolo all’epoca della brusca interruzione dei lavori per effetto di un’ispezione a mitra spianati della Dia nei cantieri della stessa agognata nuova scuola media. E capita che venga venduta come decisiva nel blocco dei lavori un’interrogazione parlamentare di una parlamentare del movimento”.

I consiglieri del gruppo Pd-Bic, Enrico Santini e Lara Piatanesi

I consiglieri Santini e Piatanesi non ci stanno vogliono dire le cose stanno. “I lavori non sono stati bloccati da nessuno. – evidenziano nel loro comunicato – Il cantiere è deceduto per morte naturale, dopo che l’allora maggioranza provò in tutti i modi a far proseguire i lavori invocando un forzato interesse pubblico, a loro dire addirittura superiore al rischio di radicamento (non radicalizzazione…) nel nostro territorio di società in odore di mafia. E questo, nonostante l’allora minoranza consiliare suggerì in tutte le lingue conosciute di interrompere ogni rapporto con una società che si era portata dietro un’impresa partner con interdittiva antimafia (vedi interrogazioni del consigliere Cingolani e proprio di Enrico Santini del 28 gennaio 2015 e relativi verbali di seduta)”.

Il consiglio comunale di Castelfidardo

La riflessione successiva, invece, si proietta in avanti. “Cosa sta facendo l’attuale amministrazione per intraprendere una strada diversa? – si domandano i consiglieri di Pd-Bic – Sì è deciso e lo si è cristallizzato nel piano triennale delle opere pubbliche recentemente approvato che il progetto della nuova scuola media resta quello del 2010. Il quale prima di tutto, è bene ricordarlo, è a metà (o anche un po’ meno) perché prevede lo spostamento del solo comprensivo Mazzini. E poi non disporrà neanche di un minimo di palestra. Il nostro gruppo consiliare per bocca della capogruppo ha proposto di cancellare il progetto nato e vissuto in quei contesti, eliminando in tal modo tutti i rischi anche di natura strettamente tecnica di un progetto che fino ad ora è servito soltanto a portare a Castelfidardo società o fallimentari o in odore di mafia. Ma soprattutto che risponda all’esigenza di avere una scuola sicura per tutti gli studenti della città. È bene sapere su questo fronte che la relazione di vulnerabilità sismica del Convento S. Benedetto dice che l’indice di vulnerabilità dell’edificio che oggi ospita i nostri ragazzi è pari 0.308 contro un minimo che deve essere pari a 1. Ci è stata sbattuta la porta in faccia. Noi non demordiamo e torneremo a proporre al consiglio comunale di cambiare strada radicalmente e di mettere in pista una soluzione che risolva il problema per tutti i ragazzi di Castelfidardo. Ma ad oggi dobbiamo prendere atto che per i ragazzi della media Soprani non è previsto a bilancio neanche il progetto per la loro nuova scuola media. Né riteniamo che pensare di finanziare interventi manutentivi, comunque previsti non prima del 2020, con la permuta della vecchia scuola elementare Crocette possa essere considerata una soluzione al problema”.

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