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Mezzo secolo per il Verdicchio di Jesi
e il Rosso Piceno
Le due doc fanno squadra

RICORRENZA - Al bando i campanili, brand comune e promozione unica per i due consorzi vinicoli delle Marche: l'Istituto marchigiano di tutela vini ed il Consorzio vini piceni, per i cinquant'anni delle due denominazioni. Primi appuntamenti: le fiere di settore Prowein e Vinitaly
mercoledì 24 Gennaio 2018 - Ore 16:56
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Foto d’archivio

 

Antonio Centocanti, presidente dell’Istituto marchigiano di tutela vini

 

Le doc Verdicchio dei Castelli di Jesi ed il Rosso Piceno compiono mezzo secolo e per l’occasione i due consorzi vinicoli delle Marche: l’Istituto marchigiano di tutela vini e il Consorzio vini piceni, fanno squadra. Promozione congiunta e brand comune per partecipare ai appuntamenti nazionali e internazionali, a partire da due delle più importanti fiere di settore, come Prowein e Vinitaly, sino alle azioni di incoming, all’organizzazione di convegni. Una strategia inedita tra i campanili del vino in Italia che si riflette anche nell’adesione comune a Food Brand Marche, il marchio dell’associazione multifiliera regionale che coinvolge circa il 55% dell’agroalimentare marchigiano. Complessivamente le 2 organizzazioni rappresentano oltre l’85% del “vigneto Marche”, che può contare per il triennio 2016-2018 su un plafond di 5 milioni sul Piano di sviluppo rurale (Psr) e 2 milioni annui per la promozione sui Paesi Terzi. Il primo appuntamento sarà Prowein (18-20 marzo) con una collettiva composta da 38 aziende.
«L’affermazione all’estero dei vini marchigiani richiede uno sforzo maggiore in termini di promozione, ed è giusto che lo si faccia a livello regionale, per fare squadra nel rispetto delle diversità» ha affermato il presidente dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Antonio Centocanti. Il presidente del Consorzio vini piceni, Giorgio Savini, ha aggiunto:

Giorgio Savini, presidente del Consorzio vini piceni

«Il Consorzio vini piceni, pur continuando ad operare in piena autonomia per la promozione delle proprie denominazioni tutelate, comprese l’Offida docg, il Falerio e il Terre di Offida dop, ha ritenuto questo un anno speciale per la coincidenza delle nozze d’oro delle due denominazioni marchigiane più estese. Una grande occasione perché i vini delle Marche dovranno veder ripagati sul mercato gli sforzi fatti nella ricerca verso la qualità».

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