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Tamberi a Hustopece
rompe il ghiaccio con 2,25

ATLETICA – Debutto stagionale indoor per il campione anconetano e per Alessia Trost. Gimbo è settimo, la pordenonese è seconda con 1,90. “Grande motivazione a salire in alto, tanto quanto l'insicurezza tecnica” commenta l'azzurro
domenica 28 Gennaio 2018 - Ore 16:00
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Gimbo Tamberi, foto d’archivio

 

Alla prima gara del 2018 Gianmarco Tamberi è settimo con 2,25, Alessia Trost seconda con 1,90. Inizia così la stagione indoor dei due azzurri del salto in alto che hanno rotto il ghiaccio questa sera a Hustopece, in Repubblica Ceca. Gimbo torna in pedana, un anno e un giorno dopo la seconda operazione al piede di stacco, e sulla stessa pedana dove nel 2016 saltò il record italiano al coperto di 2,38. Rientrati da poco da uno stage di allenamento a Potchefstroom, in Sudafrica, gli azzurri sono entrambi alla ricerca di maggiore solidità tecnica. Nella riunione dedicata esclusivamente all’alto, in cui gli atleti saltano a ritmo di musica, Tamberi supera 2,10 – 2,15 – 2,20 alla prima prova, con il primo errore a 2,25. Caricato dal pubblico, il marchigiano attacca il successivo 2,28, ma va incontro a tre tentativi falliti. Vince Danil Lysenko, il russo che migliora il proprio PB al coperto di un centimetro, fino a 2,37. “Oggi – racconta Tamberi dalla Repubblica Ceca ai microfoni della Federazione italiana atletica leggera – l’insicurezza tecnica era grande quanto la motivazione a salire in alto. Ogni salto era diverso dal precedente, ma il bello è che miglioravo di volta in volta. Abbiamo corretto diversi errori, e su altri abbiamo preferito non intervenire, c’era il rischio di mettere troppa carne al fuoco”. 2,28 però sembra già nelle sue corde: è di un solo un centimetro inferiore alla misura ottenuta nelle qualificazioni mondiali nell’agosto scorso. “Oggi, alla prima gara dell’anno, ho saltato come a Londra, nel momento migliore del mio 2017. Ma a me non basta. Sono venuto qui sapendo che non avrei avuto quello che volevo, eppure me ne vado arrabbiato. Chi si accontenta gode… così così”. Cita Ligabue, e poi Eminem: “La canzone che ho scelto per saltare è: Till I collapse. Ed è così che mi sento ora”. Fino a che non crollerò.

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