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Sanità: parte l’iter per le stabilizzazioni
Cisl: «La Regione ci consulti»

LAVORO - Avviata la creazione di una banca dati unica del personale delle quattro aziende ospedaliero-sanitarie delle Marche per la verifica dell'applicazione della legge Madia. Il sindacato chiede di essere coinvolto nell'interpretazione delle circolari affinché sia data risposta al precariato della sanità delle Marche
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Foto d’archivio

 

Regione pronta alla stabilizzazione dei precari della sanità in applicazione della legge Madia, la Cisl chiede di essere convocata per la definizione delle caratteristiche dei lavoratori da assumere. Palazzo Raffaello annuncia in una nota l’avvio delle misure «per verificare, nel dettaglio, i rapporti di lavoro precario e pianificare le modalità operative che porteranno all’emanazione di linee guida regionali per le assunzioni». La Cisl plaude, ma chiede di essere coinvolta prima che i giochi siano chiusi.  «La circolare Madia ha necessità di un’attenta lettura tesa a fornire un’interpretazione che possa concretamente dare risposte alle molteplici caratteristiche del precariato Sanità Marche. Inoltre è necessario definire un piano assunzioni che oltre a dare risposta al precariato ponga le basi per il recupero delle oltre 2 mila unità operative perse tra il 2011 ed il 2014».

La Regione è intanto partita. «Mercoledì scorso − si legge nella nota − in una riunione congiunta tra i dirigenti della Sanità e i responsabili degli uffici del personale è stata messa in comune la banca dati per individuare le caratteristiche previste dalla legge Madia e dalle circolari in materia, l’ultima del 9 gennaio 2018. Le aziende stanno, infatti, incrociando ed accorpando le informazioni sui singoli contratti e dove necessario consulteranno i fascicoli personali per definire le situazioni dei lavoratori. La Regione − si legge ancora − ha invitato le 4 aziende (Asur, Azienda Ospedaliera Universitaria di Ancona, Marche Nord e Inrca) a fornire il censimento nel minor tempo possibile. Quest’operazione apre la strada ai piani triennali di assunzioni che vanno dal 2018 al 2020. La Regione Marche condivide con i sindacati l’impegno per dare stabilità al sistema tanto che negli obbiettivi 2017 per i direttori generali era previsto quello di ridurre il precariato in favore del tempo indeterminato. Dopo l’acquisizione dei risultati dello screening la Regione proporrà un incontro ai sindacati per condividere i percorsi». Ma la Cisl chiede di essere convocata prima della definizione di coloro che la Regione riterrà avere le caratteristiche per la stabilizzazione. «Bene la volontà della Regione di dare risposta all’annoso tema del precariato che riguarda circa 1350 lavoratori spesso “storici” nella nostra regione − sostiene in un comunicato Fp-Cisl −, ma la circolare Madia ha necessità di un’attenta lettura tesa a fornire un’interpretazione che possa concretamente dare risposte alle molteplici caratteristiche del precariato Sanità Marche. Inoltre è necessario definire un piano assunzioni 2018/2020 che oltre a dare risposta al precariato ponga le basi per il recupero delle oltre 2 mila unità operative perse tra il 2011 ed il 2014».

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