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Botte alla moglie perché
passa troppo tempo in chat:
39enne condannato

ANCONA - L'uomo era finito a processo con tre accuse: lesioni personali, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Il pm aveva chiesto 9 anni di reclusione. Se l'è cavata con un anno e 9 mesi, pena sospesa, dato che i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche all'imputato
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Foto d’archivio

 

L’avrebbe picchiata, maltrattata e violentata accusando la sua ormai ex moglie di passare troppo tempo sui social network, divisa tra Facebook e varie chat. Per un filippino di 39 anni, il pm Ruggiero Dicuonzo aveva chiesto 9 anni di reclusione. Il collegio penale, questa mattina, ha deliberato per un condanna minore: un anno e 9 mesi, pena sospesa, grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche. È finita in questo modo il processo che vedeva imputato lo straniero per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni personali. Vittima, la sua ex coniuge, un connazionale di 38 anni. Alla donna, parte civile tramite l’avvocato Nicola Cagia, andranno 7 mila euro di risarcimento danni. Una somma che, probabilmente, la donna non vedrà mai. L’imputato, infatti, dopo la denuncia sporta dalla vittima è partito da Ancona, dove viveva, per tornare nelle Filippine. I maltrattamenti, secondo quanto contestato, sarebbero partiti dall’ottobre 2012 per terminare due anni dopo. Lei aveva da poco raggiunto il capoluogo dorico, toccato 5 anni prima dal marito. L’uomo, fin da subito, le avrebbe fatto pesare la precaria situazione economica, accusandola di non lavorare e di passare tutta la giornata attaccata a internet. Una distrazione che sarebbe costata alla donna una mix di violenza e soprusi. Parte delle botte, secondo quanto contestato, sarebbero avvenute sotto gli occhi della figlia dei due coniugi che, da qualche tempo, è stata affidata a un’altra famiglia. In un’occasione, lei sarebbe stata anche costretta a consumare un rapporto sessuale. L’uomo, difeso dall’avvocato Maria Alessandra Tatò, non è mai venuto in udienza. Ha lasciato l’Italia prima che il processo prendesse forma.

«Passi troppo tempo su Facebook»: picchia la moglie e finisce a processo

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