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Pamela, accertamenti sui 2 fendenti
«Quasi certo siano causa della morte»

ORRORE A MACERATA - Nuovi esami sono stati svolti a Roma in mattinata. Lo zio della 18enne ha poi raggiunto Macerata per fare il punto delle indagini con gli inquirenti. «Non c’è ancora il nullaosta ma va bene così. Le indagini si devono prendere tutto il tempo necessario»
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Pamela Mastropietro

 

Un nuovo esame autoptico è stato svolto oggi a Roma sul corpo di Pamela Mastropietro. Si tratta di un accertamento che si concentra sulla parte del corpo in cui sono stati trovati i due fendenti che potrebbero essere la causa della morte della 18enne. L’accertamento è stato svolto all’istituto di Medicina legale della Sapienza e delegati dal medico legale Mariano Cingolani. «Sono ulteriori accertamenti per consolidare l’ipotesi, che è emersa dalla seconda autopsia, che quelle ferite siano la causa della morte – dice l’avvocato Marco Valerio Verni, zio di Pamela –. Cosa che sembra essere quasi una certezza».

L’avvocato Marco Valerio Verni con Alessandra Verni, mamma di Pamela, durante la fiaccolata a Macerata

L’esame è stato eseguito con macchinari sofisticati dal professor Fineschi, era presente anche un consulente della famiglia di Pamela. Al momento però «non c’è ancora il nullaosta per la sepoltura. Bisogna aspettare ma va bene così – continua Verni –. Le indagini si devono prendere tutto il tempo necessario, non abbiamo alcuna fretta».

Oggi Verni è stato a Macerata, dove è arrivato alle 17,30, e ha incontrato gli inquirenti in caserma. «Era per fare il punto della situazione e scremare tante notizie inesatte, che continuano a creare dolore nei genitori di Pamela» spiega Verni. Pamela Mastropietro, 18 anni, romana, è stata uccisa il 30 gennaio scorso nella casa di via Spalato 124 dove viveva uno dei tre indagati per l’omicidio, il nigeriano Innocent Oseghale.

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