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«Erogati 103 milioni alle associazioni
di volontariato, pari al 97% del dovuto»
la replica della Regione all’Anpas

REGIONE - Dopo l'annuncio da parte dell'Anpas della protesta del primo marzo con lo stop delle ambulanze, l'Asur replica sui rimborsi e sul trasporto dializzati
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L’Anpas protesta, la Regione controbatte. Dopo l’annuncio di Anpas sulla protesta che scatterà il prossimo primo marzo, con lo stop delle ambulanze, a causa, in primis, della “mancata liquidazione dei rimborsi per le spese sostenute dal 2013 ad oggi (leggi l’articolo)”, la Regione risponde per le rime:  “Ad oggi, per il periodo di riferimento, la Regione Marche ha versato 103 milioni di euro, oltre il 97% di quanto eventualmente dovuto. E’ inoltre stata data disponibilità, martedì 27 febbraio, per un incontro chiarificatore.

Sulla mancata liquidazione dei rimborsi spese effettivamente sostenute, l’Asur precisa che, tutte le associazioni, mensilmente, vengono liquidate per la tipologia di trasporto in base al tetto massimo di convenzione, stabilito dalla determina Asur numero 900.

I trasporti “di emergenza” e l’attività del 118, compreso lo stand-by, sono rimborsati immediatamente al 100%, mentre quelli “programmati” con acconti variabili, che vanno dall’80 al 90%. Il saldo per i trasporti programmati avviene dopo la verifica della rendicontazione delle fatture.

“E’ evidente quindi che non si tratta di mancata liquidazione di compensi poiché allo stato gli eventuali crediti non sono certi, liquidi e esigibili – sostiene l’Asur -. Al contrario si versa in ambito di procedura amministrativa di riconoscimento dei costi sostenuti e per il cui completamento è necessario che sia integrata la condizione essenziale della rendicontazione da parte di tutte le Associazioni di Volontariato, il cui avveramento non dipende da Asur. C’è stata massima condivisione anche nella revisione dei criteri di rendicontazione perché sono stati costituiti tavoli di lavoro nei mesi di aprile e maggio 2017 ai quali hanno partecipato i rappresentanti delle Associazioni e della Cri insieme a figure di riferimento del Servizio Sanitario Regionale”.

Sul trasporto Dializzati, l’Asur aggiunge che è “garantito il servizio di andata e ritorno a tutti i pazienti nefropatici dal domicilio alla struttura sanitaria. Il trasporto viene assicurato attraverso due modalità condivise anche con la delegazione regionale dell’Aned (Associazione Nazionale Emodializzati)”. Per coloro che non possono viaggiare con i normali mezzi di trasporto e che si trovano in condizioni difficili (es. paziente costretto a letto) o in situazioni cliniche di particolare complessità il trasporto avviene con mezzi sanitari. La richiesta di trasporto nasce dal Servizio di Nefrodialisi, che ne attesta la necessità, e viene gestita dalla Cct  di competenza territoriale. Se il paziente è autonomo e si avvale di mezzi propri o pubblici per recarsi al centro dialisi, viene riconosciuto un contributo, a titolo di rimborso, per le spese di trasporto sostenute. Qualora il paziente, pur essendo in grado, in base alle condizioni cliniche, di essere trasportato con veicoli ordinari, necessiti di accompagnamento, viene riconosciuto un contributo per gli spostamenti effettuati dall’accompagnatore (max 4 spostamenti/die). Anche in questo caso è compito della Unità di Nefrologia, dove il paziente esegue il trattamento, attestare la condizione. Inoltre: se l’accompagnamento viene effettuato singolarmente da terzi (familiare convivente, addetti alla assistenza personale, badanti, associazioni di volontariato etc) il contributo verrà erogato direttamente al paziente, oppure se l’accompagnamento viene effettuato nell’ambito di un trasporto collettivo, il contributo verrà corrisposto al vettore delegato dai pazienti trasportati previo specifico atto di delega. Sull’affidamento dei servizi l’Asur ha risposto prontamente attivando la procedura amministrativa di pubblico interpello per arrivare a stipulare convenzioni con le associazioni di volontariato interessate che hanno partecipato al bando” conclude Asur.

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