facebook rss

San Ciriaco, il M5S critica il bando:
«Al Comune mille euro,
le tariffe all’organizzatore»

ANCONA – La consigliera comunale Daniela Diomedi fa i conti in tasca alla concessione delle fiere. Al bando ha risposto solo la Blu Nautilus, la società di Rimini che da 18 anni organizza il mercato del patrono
Print Friendly, PDF & Email

 

Fiera di San Ciriaco, M5S all’attacco del bando. “Al Comune mille euro di canone per la concessione, mentre gli organizzatori potranno determinare liberalmente le tariffe di partecipazione degli operatori” scrive la consigliera M5S Daniela Diomedi, riassumendo le decisioni prese dalla giunta per l’organizzazione degli eventi. Gara a cui avrebbe risposto solo la Blu Nautilus, la società di Rimini che da 18 anni cura l’evento fieristico del patrono. “Anche per quest’anno, e fino al 2023, l’amministrazione uscente (targata Mancinelli) ha deciso che la Fiera di San Ciriaco (più altri 2 eventi minori: “Giardino in Fiore” e “Mercatino di Natale”) sarà gestita da terzi” scrive Diomedi. “Certamente sarà ancora la Blu Nautilus srl, unica partecipante al bando, al prezzo che sarà poco più che superiore a 1.000 euro l’anno (che è l’offerta a base d’asta). Nello scorso quinquennio il prezzo era fissato a 5.000 euro annui (base d’asta 4.000 euro). E’ stato confermato che la concessionaria potrà liberamente determinare le tariffe di partecipazione, cioè decidere quanto devono pagare gli operatori che intendono partecipare a questo evento. Blu Nautilus, in base al piano economico–finanziario che ha presentato, ha dichiarato che il suo argine di guadagno, per la Fiera di San Ciriaco, sarà pari ad euro 7.500 euro. Il Comune, ne incasserà 1.000 (o poco più in base all’offerta che sarà fatta), oltre alla Cosap (la tassa per occupazione del suolo pubblico). Su quest’ultima ha deciso però di fare sconti e di accontentarsi del 10% di quanto dovuto; infatti invece che richiedere l’80% della tariffa, come previsto dal regolamento (art 43.5), ha previsto uno sconto del 90% – continua Diomedi -. Al di là della “bontà” della operazione per le casse comunali, su cui si deve poter ragionare, ci chiediamo: perché non esiste “alcun atto che attesti i buoni risultati ottenuti nella gestione precedente”; perché è stato violato il regolamento Cosap e garantito uno sconto che non è previsto; perché, rispetto al bando precedente, l’offerta economica è stata ridotta da 4.000 euro a 1.000; perché nel bando è stato posto il requisito, decisamente “stringente” tanto da impedire la concorrenza, che il partecipante deve “aver gestito nell’ultimo triennio almeno una manifestazione l’anno con un numero minimo di 300 operatorie economici”; perché questa amministrazione “uscente” ha deciso di impegnare quella che verrà per tutta la durata della consiliatura prossima, ovvero fino ad aprile 2023?” domanda la consigliera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X