Il Monticelli a Jesi
Qualcosa più di un derby

SERIE D - Partita di vitale importanza in ottica salvezza per gli ascolani di mister Stallone che in caso di vittoria si porterebbero a un punto dai "leoncelli". Il difensore Pierantozzi: «Siamo in crescita, e la sosta è stata utile»

di Lino Manni

Non è uno spareggio salvezza ma sicuramente sarà una partita di vitale importanza per il Monticelli quella di domenica ad Jesi. Le due squadre sono in piena zona playout: Jesina 25 punti, Monticelli 21. I tre punti servono come il pane, sia ai “leoncelli” di casa che ai biancazzurri ascolani.

Daniele Di Donato ai tempi dell’Ascoli

La Jesina, guidata all’ex bianconero dell’Ascoli Daniele Di Donato, non sta attraversando un buon momento in quanto è reduce da ben quattro sconfitte consecutive. L’ultima vittoria risale al 4 febbraio scorso (2-0 alla Vastese). Tra l’altro la Jesina ha fatto meglio in trasferta che fra le mura amiche: 11 punti in casa, 14 in trasferta. Al “Carotti” solo 2 vittorie. Insomma l’occasione giusta per la squadra di Stallone per un altro acuto e per bissare il successo dell’ultimo turno con la Vis Pesaro. Un ex per parte in panchina. Se in quella del Monticelli c’è infatti mister Di Donato, per anni bandiera dell’Ascoli Calcio, in quella del Monticelli siede Nico Stallone che, 19enne, giocò nella Jesina nell’allora Serie C2 dopo che aveva assaggiato addirittura la Serie A nell’Ascoli di Rozzi e Mazzone. Qualche tifoso meno giovane della Jesina sicuramente se lo ricorderà.

Stallone spera di esultare anche a Jesi (Foto Edo)

«Siamo in crescita e penso che la sosta sia stata molto utile – dice il difensore ascolano Federico Pierantozzi – sia per ricaricare bene le batterie fisiche e psicologiche che per prepararci per il rush finale. Stiamo recuperando gli infortunati che saranno fondamentali nelle ultime partite. Sappiamo che a Jesi ci aspetta uno scontro diretto in un campo molto difficile. In queste due settimane abbiamo lavorato molto duramente e siamo tutti concentrati al massimo. Il nostro obiettivo primario è quello di rimanere agganciati ai playout.

Federico Pierantozzi

Dovremo andare in campo ancora più con il coltello tra i denti sapendo che, da ora in poi, ogni domenica saranno tutte finali. Sono un jolly difensivo, ma in realtà il ruolo in cui sono cresciuto è quello di centrale. Cerco di fare del mio meglio per sopperire alla mancanza del nostro capitano Sosi».

Per il Monticelli, dopo Jesi, un’altra trasferta sul campo della Sangiustese, quindi gara interna con il San Nicolò.

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