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Educatrici del Nido
da trasferire: aperto
il tavolo di conciliazione

OSIMO - Ieri sindacati e Comune di Osimo sono stati ascoltati in Prefettura chiamata a mediare la vertenza. L'incontro non ha sortito esito tanto che oggi il Comune di Osimo ha riconvocato per venerdì a Palazzo comunale la delegazione trattante dimenticando che la situazione ora sarà gestita dal prefetto
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La sede della Asso, l’azienda speciali per i servizi sociali, educativi e culturali del Comune di Osimo

Trasferimento alla Asso delle 8 educatrici del Nido comunale ‘Colfiorito’: sono all’anno zero le relazioni tra sindacati e Comune di Osimo dopo l’incontro in Prefettura che ha aperto il tavolo di conciliazione. Ieri, su invito del capo gabinetto del prefetto di Ancona “ognuno, com’è giusto, ha inizialmente rappresentato il proprio punto di vista. – racconta il sindacalista Andrea Raschia (Fp-Cgil)- Poi, come accade di solito, si cerca in modo responsabile di venire incontro alle sollecitazioni di una figura sopra le parti, il prefetto appunto, facendo il possibile per riannodare i fili del confronto e costruire una mediazione, tanto più indispensabile in un’attività che deve quotidianamente garantire il servizio ospitando ben 54 bambini”. L’appuntamento si è concluso col verbale di presa d’atto che ferma gli orologi, cerca di favorire una pausa di riflessione con l’impegno a ritrovarsi la settimana successiva. fissando un appuntamento intermedio finalizzato a rimuovere ogni ostacolo. Oggi però ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil è stata recapitata una mail del Comune di Osimo con la quale l’ente locale convoca un nuovo incontro per il prossimo 23 marzo per parlare con la delegazione trattante ancora di estrenalizzazione ma a Palazzo comunale. “Credevamo di essere stati sufficientemente chiari. Evidentemente non è mai abbastanza” commenta Raschia allargando le braccia. “La convocazione del Comune reca il medesimo odg della volta scorsa. lo stesso che aveva consigliato le educatrici di non prendere parte all’incontro. Una situazione davvero inaudita e incresciosa, forse dettata dall’inesperienza”.

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