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Gianfelice Imparato alle Muse
con “Questi fantasmi!”
«Viviamo protetti dalle maschere»

INTERVISTA - «I fantasmi li vede chi ci crede, e Pasquale Lojacono li vede», così diceva Eduardo de Filippo del protagonista di "Questi fantasmi!", in scena alle Muse dal 22 al 25 marzo. Il ruolo del protagonista è interpretato dall'attore, commediografo e regista di Castellammare di Stabia, Gianfelice Imparato, intervistato da Cronache Ancona
venerdì 23 marzo 2018 - Ore 16:04
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Carolina Rosi e Gianfelice Imparato

 

Gianfelice Imparato (foto Filippo Manzini)

 

di Sara Bonfili

Gianfelice Imparato è attore, commediografo, regista. Interpreta Pasquale Lojacono, il protagonista di “Questi fantasmi!”, commedia di Eduardo De Filippo che va in scena in questi giorni, con la regia di Marco Tullio Giordana, fino a domenica 25 marzo al Teatro delle Muse di Ancona. Ruolo che fu di Eduardo e del figlio Luca, fondatore della compagnia Edieffe che mette in scena lo spettacolo, e diretta ora dalla moglie di Luca, Carolina Rosi, figlia d’arte del grande regista Francesco Rosi. “Questi fantasmi!” è tra le commedie di Eduardo più rappresentate, come tutte, è un racconto della tragicità e della farsa, dell’amore e dell’illusione, della debolezza e della spinta alla sopravvivenza dell’essere umano. Sono così tante le sfaccettature, le ombre e le luci dei personaggi raccontati nel repertorio di Eduardo De Filippo, che il suo teatro lascia sempre tanto da pensare. Ebbene Gianfelice Imparato, con la sua voce rugosa, presente nella compagnia di Luca De Filippo fin dall’inizio, ci racconta con attenzione le caratteristiche e la natura dello spettacolo.

Gianfelice Imparato, “Questi fantasmi!” è andato in scena per la prima volta alla Muse giovedì sera: come è andato la prima?

«La prima delle Muse è andata molto bene, grazie, il pubblico era tanto, ha mostrato di aver gradito e ha partecipato».

Dove è iniziato il tour quest’anno di “Questi fantasmi!”?
«Il Tour è iniziato a Gennaio. L’avevano portato in scena l’anno scorso al teatro della Pergola di Firenze, dove avevamo debuttato. Questa stagione è iniziata da “Non ti pago”, altra commedia di Eduardo De Filippo. Ora lavoriamo a “Questi fantasmi!, ma la compagnia di Luca ne ha fatte tante fin dalla sua nascita».

Sono state apportate delle modifiche nell’allestimento rispetto alla commedia originale di Eduardo?
«Il testo è fedelmente rispettato. La regia di Marco Tullio Giordana ha dato alcune suggestioni messe in luce nel testo di Eduardo, sui cui però non si era calacato la mano in precedenza. Ad esempio il regista ha dato a Maria, la moglie del protagonista, interpretato da Carolina Rosi, una dignità, un’autonomia che non era stata data dalle edizioni precedenti. Una valenza moderna che era presente nel testo di Eduardo, che come tutti i classici ha molti elementi interpretabili alla luce della contemporaneità, e sempre a passo con i tempi».

Cosa assorbe dal personaggio che interpreta?
«Nella sua scrittura, Eduardo lascia sempre il dubbio se il protagonista, Pasquale Lojacono, l’anima in pena,  sappia la verità, capisca e faccia finta di non capire oppure creda ciecamente ai fantasmi, a quel fantasma buono che lo aiuta. Tranne nella nota di disperazione della scena finale, in cui lui mostra sinceramente di credere, in un momento di grande difficoltà, ai fantasmi. In questi casi ci crede si affida a ciò in cui crede. Eduardo lascia le porte aperte per le varie intepretazioni: non sono certo io a chiuderle, quelle porte aperte. Per tornare alla sua domanda, noi attori viviamo attraverso i personaggi che interpretiamo, protetti dalle loro maschere filtriamo la realtà che viviamo. Questo personaggio insegna le grande precarietà dei sentimenti, che tutto nella vita può essere ribaltato: la disperazione, la voglia di fare qualcosa di bello per la propria donna e l’impotenza di riuscirlo a fare, le debolezze, la necessità di scendere a compromessi. Pasquale Lojacono mostra la fragilità umana, come accade in tutte le opere di Eduardo De Filippo».

Quanto c’è dell’esperienza di Eduardo, o meglio del padre, Eduardo Scarpetta, nel personaggio di Lojacono?
«La trama dell’opera prende spunto da una vicenda capitata veramente a Scarpetta: la famiglia doveva cambaire casa e lui aveva trovato questa casa principesca a un prezzo molto basso, ma che si diceva fosse infestata dai fantasmi. A lui capitò questa fortuna, e cioè, che per questa nomea la casa si era svalutata. Ma c’è da dire pure che all’epoca, quando c’era qualcuno che aveva l’intenzione di comprare, o aveva una qualche mira su un immobile, era diffusa la consuetudine di trovare dei modi fantasiosi di far scendere il prezzo. Si può dire che è una simpatica caratteristica tutta napoletana».

Lei ha conosciuto Luca de Filippo, ne vuole restituire un ricordo?
«Entrai nel 1980 nella sua prima compagnia con la regia di Edoardo, ed ero presente quando Edoardo passò il testimone al figlio Luca. Abbiamo fatto tanti spettacoli insieme, da “O’ Scarfalietto” di Scarpetta, a tante  opere del padre Eduardo, da “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, con la sua regia,  a “La palla al piede” di George Feydeau. Di Luca ricordo il rapporto professionale e l’amicizia che si era instaurata dopo tanto tempo. Ricordo di lui la sua generosità, il suo darsi totalmente, la sua voglia di portare avanti progetti propri. Infatti Luca aveva scritto tanto e voleva un po’ affrancarsi dal repertorio paterno, da questo ruolo di figlio che il mondo dello spettacolo gli aveva cucito addosso. Luca aveva una sua autonomia artistica e umana, che però il mercato, superficiale, ristretto, non capiva. Dunque la banalità del mercato lo penalizzava. Come ho detto prima, Luca amava spaziare tra i repertori più distanti».

Dopo Ancona dove approderà il vostro spettacolo?
«L’opera andrà in scena subito dopo Ancona, il 27 e 28 marzo a Monfalcone, poi a Forlì e chiuderà a Milano, nel teatro Giorgio Strehler, il 22 aprile. Poi comunque continueremo a girare l’Italia, abbiamo in cantiere altre opere di Eduardo De Filippo».

Questi fantasmi! di De Filippo in scena alle Muse

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