Sequestrata e minacciata di
morte da truffatori seriali:
in quattro finiscono in carcere

ANCONA - Si tratta di due uomini di origine sinti, di una donna romena e di una romana. Per la procura, avrebbero dato il via a un gruppo criminale dedito a truffe online legate alla vendita di supercar a prezzi vantaggiosi. I potenziali clienti dovevano inviare la foto di un assegno circolare per bloccare l'acquisto, ma questo veniva clonato e incassato tramite il conto corrente di ignare vittime, tra cui l'universitaria che ha sporto denuncia dopo le minacce ricevute per prestarsi al gioco della holding

Da sinistra, il comandante della Compagnia di Ancona Fabio Ibba, la pm Irene Bilotta e il comandante della stazione delle Brecce Bianche Giuseppe Caiazzo

 

Adescavano clienti su siti online postando annunci di vendita di supercar, si facevano spedire la foto di un assegno circolare come garanzia, lo clonavano alla perfezione e poi ritiravano la somma tramite degli intermediari. Quando questi ultimi si tiravano indietro, dopo aver capito l’illecito in cui erano finiti, per loro scattavano minacce di morte ed estorsione. Una studentessa universitaria di 28 anni, domiciliata ad Ancona, sarebbe anche stata sequestrata per ore, costretta a seguire le direttive della holding criminale che l’aveva agganciata per ritirare a suo nome l’assegno ricevuto per la compravendita fasulla di una Bmx X4. È stata proprio la ragazza a sporgere denuncia ai carabinieri delle Brecce Bianche e consentirgli di finalizzare l’operazione denominata “Fotocopia”, terminata con quattro arresti. Due sono stati eseguiti in flagranza di reato lo scorso 6 febbraio  nei confronti di una 32enne romena e di una 39enne romana, entrambe finite nel carcere di Villa Fastiggi. Il 21 marzo è toccato al resto della gang: due 28enni, entrambi di origine sinti e residenti in Veneto, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Carlo Cimini. Per tutto il gruppo, l’accusa è doppia: truffa e sequestro di persona finalizzata all’estorsione. In tutto, sarebbero state perpetrate 6 truffe online su tutto il territorio italiano, per un giro d’affari complessivo che si aggira attorno ai 150 mila euro. Per le compravendite ingannevoli, la holding si sarebbe sempre servita di giovani ragazze, a loro volta vittime. In cambio di 3 mila euro, dovevano mettere a disposizione il loro conto corrente dove poter versare il provento dell’assegno clonato a discapito dall’acquirente dell’auto falsamente venduta su Subito.it. Si trattava di vetture di lusso, come Porsche, Ferrari e Bmw, ovviamente non in possesso dei venditori, conosciuti online con i nickname di “Marco” e “Giorgio”. Stando a quanto emerso durante le indagini, partite il 3 febbraio dopo la denuncia sporta dalla studentessa, erano gli uomini che gestivano gli annunci, trattando poi la compravendita con gli acquirenti. Nel caso della 28enne, era stato un dentista veneto a mettere gli occhi su una Bmw X4 del valore di 26 mila euro. La somma era finita sul conto corrente della ragazza, agganciata da una delle due arrestate. Le aveva fatto credere che le serviva le sue coordinate bancarie per un favore personale. In realtà, quei soldi erano il frutto di un assegno circolare compilato del dentista e inviato tramite whatsappe a un componente della banda.  C’era stata la clonazione che aveva permesso di far passare i 26 mila euro sul conto della 28enne. È per farle ritirare la somma che sarebbero iniziate le minacce di morte nei suoi confronti. “Se quei soldi non arrivano dove devono arrivare, loro ti trovano, sanno dove cercarti” le veniva detto dalla coppia di donne. E ancora: “I soldi li devi restituire adesso. Meglio fare le cose prima di avere paura”. Il 6 febbraio la ragazza sarebbe stata tenuta in ostaggio per diverse  ore. Prima, le due donne l’avrebbero trattenuta all’interno di un bar del centro, poi accompagnata alle Poste centrali per farle ritirare la somma. Ma la sua carta era stata bloccata dai carabinieri. A quel punto, la coppia aveva riportato la vittima a casa, alle Tavernelle. Ad aspettare il trio, c’era un gruppo di militari delle Brecce Bianche, coordinate dal comandate Giuseppe Caiazzo. Per la 32enne e la 39enne erano scattate le manette. Dopo quaranta giorni è toccato al resto della banda. Attualmente, tutti i componenti sono in carcere.

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