
Una pistola giocattolo in una foto d’archivio
Al termine di un furibondo litigio avrebbe puntato una pistola giocattolo contro il volto dell’ex compagna: 45enne finisce a processo per minacce aggravate. Il rinvio a giudizio è stato stabilito questa mattina dal gup Paola Moscaroli. Il processo per l’imputato, difeso dall’avvocato Giovanni Bonadies, inizierà tra più di un anno: il 5 giugno giugno 2019. La vittima, una lauretana di 69 anni, non si è ancora costituita parte civile. I fatti erano accaduti nel luglio 2016. L’uomo, con precedenti di polizia e nullafacente, aveva raggiunto casa dell’ex per chiarire una questione legata ai soldi. Stando a quanto emerso, lui era andato a riscuotere una somma che – secondo lui – gli spettava. La cifra si aggirava sui 9 mila euro. Proprio il denaro avrebbe innescato un furioso litigio, al culmine del quale il 45enne aveva estratto la pistola, comprata pochi giorni prima. Secondo quanto raccontato dalla vittima, l’arma era stata puntata contro il volto della donna. Non aveva il tappo rosso che contraddistingue le pistole finte, dunque la 69enne aveva pensato potessi trattarsi di un’arma vera. In realtà, era una riproduzione fedele di una semiautomatica. L’imputato avrebbe anche detto all’ex: “Dammi o soldi o ti ammazzo”. Per sedare la situazione era intervenuta la figlia della vittima. Si era frapposta tra i due litiganti, facendo di fatto terminare la bagarre. L’uomo se ne era dovuto andare a mani vuote e la 69enne era andata dai carabinieri per denunciare il fatto. L’unica testimone oculare della minaccia è la figlia della vittima.
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