Ritrovato il Volto della Madonna
scomparso da via della Pescheria

ANCONA – Del quadro, rimosso dalla sua edicola negli anni '80, si erano perse le tracce da circa 20 anni. Ecco la scoperta e che fine aveva fatto l'immagine votiva

Il quadro della Madonna col Bambino ritrovato

 

di Giampaolo Milzi

(foto Silvia Breschi)

E riapparsa la Madonnina di via della Pescheria, ma il divino, il soprannaturale non c’entrano. Il quadro della Vergine col Bambin Gesù è stata rintracciata dai redattori del mensile free press Urlo: si trova, dimenticata in sostanza da tutti, appesa a una parete della sagrestia della Chiesa di San Domenico. In piazza del Plebiscito. A due passi dalla sua storica ed originaria collocazione: sotto la volta dell’arcone d’entrata della medievale via della Pescheria, che si apre, scendendo da San Domenico, sul lato sinistro della piazza. Dimenticata, via della Pescheria, come l’opera di cui si erano perse le tracce da una ventina d’anni, in quanto chiusa con cancellate (anche nel lato in cui sbuca in via Padre Guido) durante l’amministrazione comunale del sindaco Sturani.
Vincenzo Pirani, compianto grande esperto di storia cittadina, scrive nel 1979 nel suo saggio “Ancona dentro le mura” che all’inizio di via della Pescheria “su piazza del Plebiscito vi è il Volto della Madonnetta, così chiamato sin dall’antichità per la presenza di un’immagine della Madonna, ancora ivi presente anche se non è più quella antica” (…) collocata in una nicchia della parete”, su un altarino. Dunque nel 1979, e dal secolo precedente, l’icona sacra era visibile sulla parete sinistra del Volto. Ancora nel 1979 la nicchia era protetta da una cancellata in ferro, molto malridotta, che mortificava la visione del quadro. Nessuno sa quando e in che circostanze scomparve l’antico dipinto originale ricordato dal Pirani (chissà, di pregevole fattura?). Un dipinto amatissimo, particolarmente caro agli ammalati, visto che a ridosso di via della Pescheria sorgeva l’Ospedale di San Tommaso di Canterbury (fondato nel 1324).
Fatto sta che, a furor di popolo, all’inizio dell’800, un artigiano ne fece la copia su tela di cui ora ci stiamo occupando. Una copia fedele, “di scarso valore artistico, ma di enorme valore devozionale, che probabilmente affonda le sue radici in un ex voto – ci spiega il pittore anconetano Alfonso Napolitano, storico dell’arte -. Lo stile richiama quello delle Madonne di Carlo Maratti (1625 – 1713) che tanto operò ad Ancona”.

Il Volto della Madonnetta, all’imbocco di via della Pescheria, in piazza del Plebiscito, collocazione storica del dipinto

Un quadro che fin dagli inizi del ‘900, ha avuto un suo “custode”, ovvero Anacleto Brunetti, sagrestano della Chiesa di San Domenico e restauratore delle opere d’arte dell’Arcidiocesi. Alla sua morte, il figlio Peppino Brunetti eredita il mestiere del padre e continua a prendersi cura della Madonnetta col Bambin Gesù, anche perché unico depositario delle chiavi per aprire la cancellata di protezione. Il signor Peppino, oggi 92enne, ci ha raccontato di aver deciso di rimuovere il quadro dalla nicchia e di portarselo nella sua rinomata bottega in via Scosciacavalli 3 nella seconda metà degli anni ’80, quando iniziarono i lavori di ristrutturazione del palazzo che dà su piazza del Plebiscito dove si apre il Volto di via della Pescheria. In quella occasione, l’impresa edile mette mano anche al sito del quadro, eliminando la nicchia con la cancellata e realizzando una vetrata protettiva destinata a riaccoglierlo. Tuttavia Brunetti storce il naso, a suo avviso il vetro della nuova teca è troppo sottile, concede scarsa visibilità alla Madonnetta, e quindi decide di mantenerla in bottega, dov’è più al sicuro. Poi, quando viene inaugurata con una cerimonia la risistemazione di piazza del Plebiscito e il restauro della statua di Papa Clemente XII, agli inizi degli anni ’90, riporta per quella straordinaria occasione la Madonna col Bambino dietro la vetrata. Dove resta poco, perché Brunetti, la rimette al riparo nella sua bottega. Passa qualche anno. All’inizio del 1997 Brunetti consegna la Madonnetta al famoso amico pittore, anconetano anche lui, Otello Giuliodori, il quale compie un perfetto restauro del reperto, estendendolo alla cornice. La notizia della sua provvisoria “ricomparsa” suscita clamore. L’Ufficio Centro storico del Comune di Ancona, il 3 ottobre 1997, avvia i lavori per la realizzazione del Museo della Città inglobando ciò che resta dell’ex Ospedale di Canterbury (con ingresso principale in piazza del Plebiscito). La nuova sede espositiva viene inaugurata nel 2002, assieme all’interamente rinnovata via della Pescheria (spesa complessiva 700mila euro). L’Ufficio sa della Madonnina restaurata da Giuliodori e di nuovo in possesso di Brunetti. E decide di trovarle una nuova collocazione capace di valorizzarla al massimo, sempre in via della Pescheria. Ma le varie soluzioni progettuali ipotizzate non piacciono né a Michele Polverari, direttore del Museo della Città e della Pinacoteca Comunale, né tanto meno a Brunetti, perché l’opera sarebbe penalizzata da troppa esposizione alla luce. Va a finire la questione torna nel dimenticatoio. E Brunetti decide di consegnare il quadro ai preti della Chiesa di San Domenico, particolare che tuttavia non viene reso noto all’opinione pubblica, con relativo effetto oblio.

L’opera attualmente su una parete della sagrestia della Chiesa di San Domenico

Tra il 2006 e il 2007, l’allora assessore ai Lavori pubblici Turchetti, decide di chiudere a tempo indeterminato con dei cancelli i due accessi di via della Pescheria, strada “off limits” ancora oggi. Motivo? Le continue lamentele dei pochi residenti per i ripetuti atti di vandalismo e danneggiamento compiuti di notte da ragazzi un po’ brilli reduci dalla “movida” di piazza del Plebiscito, di giorno da alcuni frequentatori turbolenti della mensa di Padre Guido. Una soluzione drastica che suscita le proteste di molti cittadini. Recepite da una mozione presentata il 9 settembre 2013 dal Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale che impegna la Giunta a riaprire via della Pescheria, così importante per la memoria storica di Ancona. Mozione che però viene chiusa in un cassetto di Palazzo del Popolo.
Tornando all’oggi, vale la pena di ricordare che la riapertura di via della Pescheria è ancora auspicata in modo accorato e resistente da molti e con autorevolezza. Come lo stesso Peppino Brunetti, Alfonso Napolitano, Michele Polverari, l’architetto Massimo Di Matteo (altro consulente dell’Urlo Indiana Jones Team), Anna Giovannini (ex funzionaria dell’Ufficio Centro storico del Comune), solo per citare alcuni esempi. Tutti, ovviamente, a condizione che la strada sia finalmente monitorata con telecamere e controllata ogni tanto dai vigili urbani.
L’opinione di Padre Giordano Bonecher, attuale rettore dell’ordine dei Dominicani e custode della Madonna col Bambino: “Quel quadro l’ho trovato qui in sagrestia nella chiesa San Domenico quando sono arrivato, nel 2009. Io lo rimetterei in via della Pescheria, in modo che possa essere ben visibile da tutti, ma non nella vecchia bacheca di vetro malandata, bensì in una nuova edicola da realizzare appositamente”. Anche Peppino Brunetti non ha perso la speranza: “Ogni volta che ho incontrato l’assessore comunale alla Cultura, Paolo Marasca, anche recentemente, l’ho pregato di adoperarsi per il ritorno del quadro sacro in via della Pescheria. Lui mi ha sempre promesso un generico interessamento”. Marasca: “Sì, so bene che quel dipinto è nella Chiesa di San Domenico, e che è di proprietà del Comune. Con Brunetti ci ho parlato. Ma per ora posso dire solo che esiste un progetto che riguarda il quadro, legato in qualche modo al generale progetto di potenziamento e riallestimento del Museo della Città”.

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