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Inchiesta sull’ex Metro, Manarini:
“Nessun danno erariale”

ANCONA - Così l'assessore ai Lavori Pubblici sull'indagine della procura sulla quantificazione del plusvalore che ha portato al cambio d'uso dell'ex cinema per 530 mila euro. Indagate sono quattro persone, tra cui un dirigente del Comune e due funzionari dell'Agenzia delle Entrate
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L’ex Metro

 

“Il Comune ha approvato la variante sulla base di una valutazione di un ente pubblico proprio per essere sicuro di evitare il danno erariale”. Sono le parole dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Ancona Paolo Manarini in merito all’inchiesta che sta svolgendo la procura sulla quantificazione del plusvalore da parte dell’Agenzia delle Entrate che ha permesso di trasformare l’ex Metro in un complesso commerciale. Il valore del cambio d’uso, poi votato in Consiglio comunale, era stato stimato 530 mila euro. Una somma inferiore rispetto alle perizie redatte nel 2008 e del 2010, quando la valutazione era stata di 3 milioni e 900 mila euro e 3 milioni e 200 mila euro. “La valutazione per la variante da cinema a sala riunioni – continua l’assessore – è stata  oggetto di perizia da parte della Agenzia delle Entrate.  L’ agenzia aveva fatto una precedente valutazione nel 2010 mentre quella indagata dalla Magistratura è del 2015. Tempi diversi: da pre-crisi immobiliare al periodo di minimo dei valori immobiliari, anche altri valori di immobili pubblici in città  hanno subito drastiche diminuzioni.  Da sottolineare, poi, che sulla delibera consiliare di approvazione della variante non veniva in alcun modo fatto riferimento a pareri sulla stima da parte dei nostri dirigenti.  Il nostro tecnico ha soltanto dato un parere in sede di commissione consiliare”.

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