Dal Libano all’Univpm per cambiare vita:
la comunità islamica piange Khaled,
stroncato a 33 anni

Khaled Al Karim
di Federica Serfilippi
Ad Ancona era arrivato dopo aver lasciato la sua famiglia e il suo paese natale, il Libano. Khaled Al Karim era della parte del nord, quella più povera. Nelle Marche aveva trovato una nuova vita, dividendosi tra l’università e il corso di laurea in Ingegneria Biomedica e la moschea di via Di Vittorio, dove insegnava ai bambini la lingua araba. Il capoluogo dorico, dopo è rimasto per quasi un decennio, lo aveva adottato. E ora, lo piange. Khaled è morto all’alba di venerdì scorso, stroncato da un malore a soli 33 anni dopo aver lottato continuamente contro un linfoma, curato all’ospedale di Torrette. Il decesso è avvenuto mentre si trovava a Riyad, in Arabia Saudita, per conto della società Ansaldo. Con lui c’era un amico di lunga data, anche lui libanese ed ex studente alla Politecnica. La notizia si è diffusa rapidamente in città e in tutta la comunità islamica. Lunedì sera alle 18, alla moschea della Fratellanza, si è tenuta una preghiera per ricordare Khaled. “Una persona eccezionale – afferma Soubhi Dachan, figlio di Nour, suo ex collega all’università – che entrava nel cuore della gente. Nonostante la malattia, è stato un esempio di dignità straordinaria. Lui era il migliore amico di tutti, indipendentemente dalla razza e dalla religione. Proveniva da una famiglia modesta, ma quando c’era da aiutare le persone nelle difficoltà era sempre il primo”. Khaled era arrivato ad Ancona tredici anni fa per studiare. A stringere i tempi per farlo venire era stato un suo connazionale, già studente alla Politecnica.
Khaled si è prima laureato in Ingegneria Biomedica, poi ha preso la specializzazione in Elettronica. Nel suo percorso di studi ha dovuto affrontare la terribile diagnosi del linfoma, le cure e ricadute. Per salvargli la vita, è anche dovuto venire suo fratello minore dal Libano per un trapianto di midollo. La malattia non l’ha mai spaventato. L’ha sempre affrontata con dignità, libero di sognare e continuare a studiare per ottenere il meglio. Nel post laurea, ha frequentato anche l’università di York, in Inghilterra. Due anni fa, il primo contatto con l’Ansaldo Energia. Ha vissuto a Milano, Torino, poi si è stabilito in Arabia proprio con quell’amico che lo aveva aiutato per il trasferimento in Italia. Khaled è ancora iscritto all’Univpm: stava studiando per ottenere un’altra laurea, ma in lingua inglese. Tre settimane fa, il ritorno ad Ancona per salutare tutti i suoi amici. Li voleva rivedere prima di tornare a Riyad. È stato come un addio. La tragedia, lo scorso venerdì. Un malore non gli ha lasciato scampo. Nei prossimi giorni la salma sarà trasferita in Libano, la sua prima casa.
(foto Giusy Marinelli)
- Il ricordo di Mohamed Nour Dachan
- Al centro, Soubhi Dachan
- Il collegamento video con il padre di Khaled
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