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Famiglia allontanata da casa 16 anni
per il cantiere fantasma:
Comune condannato a 170mila euro di danni

ANCONA - La somma è stata quantificata dal giudice civile chiamato ad esprimersi sulla causa intentata dagli eredi di un anziano a cui l'inizio degli anni Novanta avevano espropriato casa, in via Pergolesi, per la costruzione - mai portata a termine - dell'asse attrezzato che doveva collegare il porto al casello di Ancona sud. L'abitazione è stata restituita a fine 2006
venerdì 11 maggio 2018 - Ore 19:46
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Il Comune (foto d’archivio)

 

Casa espropriata per sedici anni a causa dei lavori per costruire un asse attrezzato mai portato a termine: Comune condannato a pagare un risarcimento danni del valore di quasi 170 mila euro. La somma andrà agli eredi dell’anziano a cui avevano portato via l’appartamento, all’inizio degli anni Novanta. La sentenza è stata emessa qualche giorno fa dal giudice civile Pietro Merletti, chiamato ad esprimersi sulla causa intentata dalla famiglia proprietaria dell’appartamento e tornata in possesso dell’abitazione, sita in via Pergolesi 32,  a fine 2006. L’Amministrazione comunale ha già incaricato l’avvocato Gianni Fraticelli di impugnare il verdetto e proporre l’appello. L’anziano era stato “sfrattato” con un decreto prefettizio firmato nel gennaio 1990 dove  “il Comune di Ancona veniva autorizzato ad occupare in via temporanea e d’urgenza, per conto di ANAS spa, una serie di immobili ai fini della realizzazione del raccordo autostradale tra il porto di Ancona ed il casello di Ancona Sud”. L’Amministrazione aveva preso possesso dell’immobile nell’agosto del 1990. Nel 1996 doveva finire il termine dell’occupazione, ma l’appartamento non è stato restituito agli eredi del proprietario fino al 2006. Sedici anni in cui i lavori per la costruzione dell’asse attrezzato, che doveva rappresentare un’alternativa a quella che sarà poi il progetto dell’uscita Ancona ovest, non sono mai stati portati a conclusione. L’opera non è mai sorta. La battaglia della famiglia proprietaria è iniziata nel 2004 davanti al Tar per ottenere sia la restituzione dell’appartamento sia il risarcimento del danno per l’occupazione da parte dell’Anas e del Comune.  Per difetto di giurisdizione, la causa è finita davanti al giudice civile a partire dal 2015. Pochi giorni fa, la risoluzione della querelle. Il giudice ha condannato il Comune a pagare come risarcimento danni la somma di 153 mila e 800 euro, oltre alle spese legali sostenute dai ricorrenti, stimate in circa 13 mila euro.

 

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