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Quindici colpi tra Ancona e Macerata:
non sfugge al carcere
la banda dei ladri acrobati (Video)

OSIMO – La banda specializzata in furti in abitazione con la tecnica dell’arrampicamento resterà a Montacuto. Prima che venissero scarcerati, i carabinieri hanno notificato ai tre albanesi l’ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere. I colpi messi a segno a Osimo, Ancona, Porto Recanati, Loreto e Pedaso
lunedì 14 maggio 2018 - Ore 11:32
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L'operazione 'The Climbers' illustrata dal maggiore Conforti e dal luogotenente Almiento

Parte della refurtiva sequestrata

 

Stroncata una banda di pericolosi criminali albanesi specializzata in furti e rapine in abitazione e assalti in villa nelle province di Ancona e Macerata. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Osimo agli ordini del Maggiore Raffaele Conforti e guidati dal Luogotenente Luciano Almiento. Questa mattina i militari, prima che venissero scarcerati, hanno notificato in carcere ai tre albanesi l’ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata di rapine in villa e furti in abitazione. Questo il capo d’imputazione dell’Ordinanza emessa il 10 maggio dal gip Antonella Marrone. I tre sono accusati di aver messo a segno 15 colpi nell’arco di un mese tra Ancona e Macerata. I banditi erano già stati arrestati in flagranza di reato lo scorso 10 febbraio dai carabinieri di Osimo, pizzicati in un appartamento di Loreto. I tre, già presi per reati analoghi e condannati all’obbligo di firma nella caserma dei carabinieri a San Benedetto del Tronto dove erano residenti, avrebbero messo a segno alcuni colpi proprio dopo aver adempiuto al loro obbligo di presentarsi ai militari. Tra le zone colpite dai radi dei ladri, la frazione Candia di Ancona, l‘oleificio Marchiani di Osimo, a Loreto via Villa Berghigna. Tutti le zone scelte dai ladri pendolari perché vicine ai caselli dell’A14.

DUE FRATELLI E UN COMPLICE – Sono rimasti in carcere i fratelli Dorian Pjetri, nato in Albania, 26 anni, residente a San Benedetto del Tronto (AP), e Kenado Pjetri , nato in Albania, di 22, domiciliato a San Benedetto del Tronto, entrambi già noti alle forze dell’ordine e quello che gli investigatori considerano il loro capo, loro Jetmir Cili, nato in Albania, 25 anni, anche lui residente a San Benedetto del Tronto con precedenti specifici per reati contro il patrimonio e sottoposto all’obbligo di firma giornaliera presso la Stazione Carabinieri di San Benedetto del Tronto. Il terzetto era già stato arrestato il 10 febbraio scorso dai militari di Osimo, perché ritenuto responsabile di un furto in abitazione a Loreto. Erano stati sorpresi in flagranza di reato verso le 19 circa, mentre si allontanavano dall’abitazione di un 47enne, abitante in quella Via Vittorio Veneto. I carabinieri avevano recuperato i bottino di monili ben occultati in una cavità ricavata nell’abitacolo della loro autovettura, una Mercedes classe A di colore celeste. Gli sviluppi delle indagini eseguite anche nel loro domicilio di San Benedetto e Porto d’Ascoli, aveva permesso agli investigatori osimani di rinvenire ulteriori preziosi in oro ed orologi di ingente valore, asportati sempre da furti in abitazione, in parte già restituiti alle vittime.

Il maggiore Conforti con il luogotenente Almiento, durante la conferenza stampa di stamattina

GIOVANI E ATLETICI –I tre, giovani e atletici, riuscivano ad arrampicarsi a mani nude sino al terzo o quarto piano di un immobile facendo leva su fili elettrici, discendenti di grondaie e ringhiere. Di qui il nome dell’operazione “The Climbers”. Agivano appena dopo le ore 19, giusto il tempo necessario impiegato per il tragitto da San Benedetto ad Osimo (An) e Comuni limitrofi vicini ai caselli autostradalui. L’orario non era casuale perché Dorian Pjetri e Jetmir Cili erano sottoposti all’obbligo di firma tutti i giorni alle ore 18 nella caserma di San Benedetto del Tronto. Una volta firmato i tre salivano sulla Mercedes Classe A e partivano in trasferta nel nord della regione. Determinante è stato il furto, trasformato poi in rapina impropria all’Oleificio Marchiani di Osimo quando, lo scorso 12 gennaio la banda è entrata in casa dell’imprenditore osimano che accortosi della presenza dei malviventi, grazie all’installazione di un sistema di telecamere visionabile da remoto, li aveva affrontati e ne era nata una colluttazione finita con l’osimano che era stato minacciato con un cacciavite. Nella circostanza il pronto intervento dei Carabinieri aveva costretto i tre alla fuga, poi però arrestati meno di un mese dopo durante l’episodio di Loreto.

Dopo aver scelto l’immobile da depredare grazie a un veloce sopralluogo preliminare mentre due di loro entravano in azione, il terzo restava a fare il ‘palo’. Di solito entravano nelle abitazioni opzionando il retro del palazzo e una volta rotto il vetro delle porta finestre, entravano nell’appartamento avendo cura di porre dietro la porta d’ingresso il divano o un tavolo oppure semplicemente di inserire il chiavistello per rendere più complicato l’accesso in casa dei proprietari o delle forze dell’ordine. Se la situazione era tranquilla, appena ripulito l’appartaento, i tre si dileguavano dal palazzo passando per le scale condominiali.

LA BASE LOGISTICA A SAN BENEDETTO –Di fondamentale importanza è stato individuare la loro base logistica, perché i tre avevano fornito agli inquirenti una residenza fittizia. Le indagini hanno accertato che il trio albanese, insieme ad una donna,compagna di uno dei tre, sempre di origini albanesi e dedita alla protistuzione, dimoravano in un lussuoso hotel della Riviera delle Palme. Qui nascondevano la refurtiva negli alloggiamenti nei convettori di aria, ben suddivisa e racchiusa in sacchetti di plastica, pronta per essere ricettata sul mercato illecito o presso i “compro oro”. I carabinieri osimani hanno ricostruito tutti i loro spostamenti ed accertato che con lo stesso copione avevano commesso più furti sia nella Valmusone tra Osimo, Loreto, Castelfidardo, Sirolo e Numana, nonché nei Comuni limitrofi quali quello di Ancona e Porto Recanti. I furti accertati e addebitati ai tre, commessi nel periodo gennaio-febbraio 2018 nei Comuni di Osimo, Ancona, Porto Recanati e Pedaso avrebbero fruttato un danno ai legittii proprietari stimato in 70 mila euro. I nuovi furti addebitati alla banda sono nel dettaglio i seguenti:

– il 12.01.2018, in Osimo, rapina impropria ai danni di un commerciante 53enne residente in quella Via Marco Polo;

– il 13.01.2018, in Porto Recanati, furto in abitazione ai danni di una donna 68enne, residente in quella Via B. Gigli, denunciato presso la Stazione CC di Porto Recanati;

– il 13.01.2018, in Porto Recanati, furto in abitazione ai danni di un 52enne residente in quella via B. Gigli , denunciato presso la Stazione CC di Porto Recanati;

– il 20.01.2018, in Porto Recanati, furto in abitazione ai danni di un 53enne residente in quella via Bronzini, denunciato presso la Stazione CC di Porto Recanati;

– il 24.01.2018, in Porto Recanati, furto in abitazione ai danni di una donna 42enne residente in quella via Bronzini, denunciato presso la Stazione CC di Porto Recanati;

– il 27.01.2018, in Ancona, furto in abitazione ai danni di un 58enne residente in quella via Candia, denunciato presso la locale Questura;

– il 01.02.2018, in Porto Recanati, furto in abitazione in danno di un 56enne residente in quella in via Montarice, denunciato presso la Stazione CC di Porto Recanati;

– il 05.02.2018, in Pedaso, furto in abitazione ai danni di un albanese 35enne residente in quella via Falcone e Borsellino, denunciato presso la Stazione CC di Pedaso.

Sono in corso le ulteriori indagini al fine di accertare e quantificare gli ulteriori reati consumati dalla banda nelle provincie marchigiane ed in parte già noti, mentre a carico degli arrestati sono già state redatte nr. 3 proposte per l’irrogazione della misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio per anni 3 dalla provincia di Ancona, inoltrate alla Questura di Ancona.

L’IMPORTANZA DI DENUNCIARE – L’inizio della fine arriva per il terzetto è arrivato quando sul tavolo del Pm Rosario Lioniello della Procura di Ancona – titolare dell’indagine, è affluita una cospicua informativa redatta dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Osimo con circa 15 denunce tutte simili tra loro e concentrate in meno di un mese. Sono partite le indagini, i capi di imputazione nel fascicolo si sono moltiplicati, a Loreto sono stati bloccati e arrestati i tre “autori”. Quindi scattano le indagini con l’emissione di ulteriori ordinanze di custodia cautelare in carcere: «Un successo dovuto all’impegno delle pattuglie di Carabinieri dispiegate sul territorio nella repressione e soprattutto nella prevenzione – si rallegra il maggiore Raffaele Conforti – Giriamo il territorio per incontrare i cittadini per confortarli ed invitarli a denunciare. Alcuni hanno paura ma devono essere tranquilli perché è grazie al coraggio di chi l’ha fatto che abbiamo compiuto questa brillante operazione».

(Servizio aggiornato alle 14.45)

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