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Whirlpool, si punta
alla riduzione degli esuberi.
Sindacati ottimisti

FABRIANO - Il piano industriale presentato qualche giorno fa dalla proprietà della multinazionale americana è stato confermato nel tavolo territoriale con dipendenti e delegazioni sindacali. Bocche cucite sugli esuberi fabrianesi, ma ci sarebbe un'apertura sulla riduzione di alcune decine
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di Sara Bonfili

Whirlpool: oggi a Fabriano si è tenuto il tavolo territoriale tra il rappresentante delle relazioni sindacali della multinazionale Carmine Candeloro e le organizzazioni di categoria. Tavolo che ha seguito quello tenutosi al Ministero dello Sviluppo Economico del 17 maggio. Incontro importante e atteso, dopo l’ultimo di novembre 2017 e dopo i diversi rinvii degli incontri nazionali, per confermare le intenzioni dell’azienda sul territorio e conoscere il parere dei rappresentanti di operai e impiegati Whirlpool. Confermato il piano industriale 2019-2021 presentato al Mise, che aveva annunciato 800 esuberi in tutto il gruppo della multinazionale.

BOCCHE CUCITE. Da fonti sindacali non trapelano molte notizie a proposito dei numeri e progetti sul fronte fabrianese, se non un moderato ottimismo, che farebbe intendere che i numeri degli esuberi si sono ridotti di alcune decine rispetto a quanto previsto in un primo momento. Bocche cucite per ora sui numeri reali. Il piano 2019-2021 prevede l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale disponibile fino a fine anno, una specializzazione dei siti per classi di prodotto, delle riorganizzazioni che potrebbero contemplare dei trasferimenti di alcuni uffici. Si spera che il nuovo governo concede altri ammortizzatori: confermati per ora solo fino al 31 dicembre, tanto che la Fiom si era detta, al tavolo del 17 maggio, insoddisfatta, chiedendo a gran voce delle indicazioni più a lungo termine.

IL CALO DELLE VENDITE. L’azienda aveva già dichiarato di aver fatto investimenti per oltre 517 milioni, oltre quanto previsto, il che come specificato in una nota della Fim-Cisl, aveva portato “a un’eccedenza da gestire”. Inoltre le difficoltà, a quanto si sa, stavano nelle integrazioni dei sistemi informativi e produttivi della multinazionale con l’acquisita Indesit, che si sono dimostrate più complicate del previsto. Le vendite in calo a fine 2017 – un leggero miglioramento e poi di nuovo una importante flessione nei primi mesi dell’anno – di certo non aiutano. In un settore che è complessivamente in crisi. Già l’assessora alle Attività produttive regionale Manuela Bora ha ricordato che la Regione Marche aveva messo a disposizione 500 mila euro per l’Accordo di programma, che senza certezze per i lavoratori non saranno resi più disponibili.

IL PROSSIMO FUTURO. Certamente il 1 giugno l’azienda farà “ponte”, utilizzando una giornata di cassa integrazione. Per il restante mese ci saranno alcuni giorni di fermo coperti da cassa integrazione che andranno a bilanciare la probabile apertura della fabbrica nel mese di agosto. Piano ferie, però, da confermare. Nelle prossime settimane di giugno ci saranno ulteriori incontri sui siti del gruppo. A luglio un aggiornamento al tavolo ministeriale. Alcune novità potrebbero essere rese note già nella giornata di domani.

 

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