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Industry 4.0: il road show di Confindustria
fa tappa ad Ancona

IMPRESA - Unico appuntamento marchigiano del percorso formativo ed informativo dell'associazione degli industriali sull'Industria 4.0 e lo sviluppo del Dhi Marche, un organismo di supporto alle imprese nella sfida della digitalizzazione
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L’iniziativa di oggi di Confindustria Industry 4.0

 

Oltre 60 i partecipanti alla tappa di Ancona – unica data marchigiana – del percorso formativo e informativo promosso da Confindustria sull’Industria 4.0. Obiettivo del progetto: accompagnare le aziende in quello che Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Marche Nord ha definito «un passaggio obbligato e inevitabile per le aziende, un passaggio che richiede non solo un forte cambiamento culturale, ma anche la capacità di acquisire competenze nuove e complesse». Non è mancata una riflessione legata alla stretta attualità «visti i grandi cambiamenti nel quadro politico − ha concluso Schiavoni − l’auspicio del mondo industriale è che i nuovi dirigenti diano continuità a quanto di buono è stato fatto fino ad oggi e che tengano in considerazione le istanze delle imprese, vero motore del nostro Paese».
Una sfida quella di Industry 4.0 ricordata anche pochi giorni fa dal presidente nazionale Vincenzo Boccia durante l’Assemblea pubblica quando ha affermato che «l’impresa cambia se gli imprenditori cambiano, accettando di aprire il capitale, di assumere competenze innovative, di rischiare».
È toccato a Bruno Bucciarelli, presidente di Confindustria Marche ricordare le tante attività che si stanno portando avanti, in primis il Dih Marche «costituito insieme alle nostre associazioni territoriali per stimolare la diffusione fra le imprese di industria 4.0 nel prodotto, nel processo, nella commercializzazione».
Marco Gialletti, delegato all’Innovazione per Confindustria Marche ha spiegato le funzioni di questo nuovo organismo che sarà operativo a partire da settembre.
«Vogliamo che il Dih Marche – ha detto − sia un organismo di reale supporto per nostre imprese». Sono tanti i compiti che porterà avanti: sarà un osservatorio sulle best practices e un trasferitore di conoscenze, sarà in grado elaborare analisi, di supportare le aziende nella definizione dei progetti e nell’incentivazione degli stessi. «Ogni azienda ha il suo percorso personale verso la digitalizzazione – ha continuato Gialletti − e il nostro obiettivo è che trovino nel Dih quella rete di competenze, di conoscenze e di supporti tecnologici che le aiuti a realizzare tale percorso. Il Dih sarà un facilitatore di relazioni attraverso il forte network internazionale di cui fa parte».
La mattinata è proseguita con l’intervento di Andrea Bianchi, direttore Area Politiche Industriali di Confindustria che ha sottolineato come intorno alla sfida della digitalizzazione si giochi la chance del nostro paese di avanzare posizioni nell’ambito della concorrenza internazionale. Tre i pilastri della quarta rivoluzione industriale secondo Bianchi: macchine intelligenti, che reagiscono in maniera automatica a stimoli che vengono dall’esterno, la sensoristica che ha aumentato in maniera esponenziale il numero dei dati e informazioni che sono disposizione e la conseguente capacità di stoccare, analizzare e trasformare enormi quantità di dati.
Dell’impatto sulle persone ha invece parlato Leonardo Quattrocchi, manager e docente di Business Development dell’università Luiss Guido Carli che ha sottolineato che se è vero che il 28% dei lavori saranno sostituiti dai robot è altrettanto vero che industria 4.0 genererà il 35% in più di opportunità di lavoro nuove.
Della Fondazione Cluster Marche, un luogo «dove le aziende sono protagoniste perché è qui che si scambiano le idee innovative» ha parlato Rosaria Ercoli lasciando poi spazio per l’ultimo intervento a Nicola Intini, coautore del libro “La Fabbrica connessa” che ha incitato gli imprenditori ad approcciare la quarta rivoluzione industriale «a piccoli passi» e a lavorare sulle aggregazioni, perché «la sfida è impegnativa e da soli è più difficile».

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