facebook rss

Palazzo di Vetro, sì all’accordo
Provincia-Univpm: tornano gli uffici
«Nessuna attività privata»

ANCONA - La grande occasione persa per il centro città, la soluzione all'incompiuta è il suo ritorno al punto di vista i partenza. Dodici anni per decidere che nello scheletro di corso Stamira torneranno i dipendenti provinciali. C'è l'ok all'unanimità di Consiglio provinciale e Cda dell'Univpm, l'Università ci mette i finanziamenti anche per recuperare anche il rettorato di piazza Roma. Al posto degli uffici di via Oberdan spunta l'ipotesi di un quarto studentato da 100 posti letto. Nessun spazio per attività private o commerciali
Print Friendly, PDF & Email

da sinistra lo scheletro dell’ex Palazzo di Vetro ed il Rettorato di piazza Roma

 

Lo scheletro dell’ex Palazzo di Vetro di proprietà della Provincia di Ancona

 

Palazzo di Vetro, la soluzione dell’incompiuta è il ritorno al suo punto di partenza. Inappetibile per il mercato immobiliare, addio ai sogni di realizzare urban center, roof garden, spazi pubblici, attività private, ristoranti, centro commerciale, spa o addirittura alberghi che in tutti questi anni si sono succeduti, uno dietro l’altro, per riportare in vita lo scheletro di corso Stamira. Nel palazzo torneranno invece i dipendenti provinciali, spediti più di dodici anni fa in via Ruggeri per decongestionare dal traffico il centro città. Dopo il via libera all’unanimità del Cda dell’Università Politecnica delle Marche, mercoledì 30 maggio è arrivato all’unanimità anche il voto del Consiglio provinciale per l’accordo tra Provincia e Univpm, che si caricherà dei costi di ristrutturazione della sede di corso Stamira e del rettorato di piazza Roma.

Abbandonato dall’ente provinciale nel 2006, per trasferire i dipendenti in via Ruggeri, con l’obiettivo di spostare dal centro funzioni e traffico, e conclusa nel 2012 la bonifica dall’amianto (costata 6 milioni), dopo tre aste andate deserte (per un valore dell’immobile di circa 11 milioni, ora sceso a 9), ulteriori trattative private fallite ed il no del ministero della Giustizia alla realizzazione in quella sede della Cittadella giudiziaria, perché troppo costosa, la Provincia torna su suoi passi. Uffici e dipendenti di nuovo in centro, ma con in mezzo una riforma Delrio che ha ridotto le competenze dell’ente ed i suoi dipendenti, scesi a quota 200. Entra così in scena un nuovo partner istituzionale, l’Univpm, che bisognosa di spazi, si allarga dall’adiacente edificio storico che affaccia su piazza Roma (attualmente inagibile a causa del terremoto, ndr) e che medita di trasferire nella nuova struttura anche tutti gli uffici amministrativi di via Oberdan, per fare della struttura uno studentato. Questo il progetto di massima che ha in mente il rettore, Sauro Longhi, e che porterà al vaglio della Provincia per perfezionare il contratto, con una richiesta: niente spazi commerciali, che siano negozi, bar o filiali di banche, al suo interno. «L’idea è portare funzioni e persone verso il centro della città per poi spingerle anche fuori a vivere quello che circonda la zona: negozi, locali, ristoranti, piazze» annuncia Longhi.

Il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi

IL PROGETTO DELL’UNIVERSITÀ. Addio dunque alle prospettive di utilizzo misto, che nei lunghi anni di abbandono della struttura, si sono avvicendati, dall’idea di uffici e negozi a quella di un hotel all’arrivo di grandi brand del food o di grandi magazzini fino a quella della realizzazione di un ristorante e roof garden sulla terrazza. Gli uffici della Provincia tornano al loro posto, all’ex Palazzo di Vetro. In uno spazio però sovradimensionato – con i suoi 7 piani, di cui uno interrato, ed i suoi 9mila metri quadrati – per i 200 dipendenti di cui 120 effettivamente impiegati nella sede centrale, dopo le trasformazioni subite dall’ente locale, ed un progetto di completamento della struttura (di cui dal 2012 non resta che lo scheletro in acciaio), dal costo di circa 10 milioni. E qui entra in gioco l’Università che, invece, ha bisogno di spazi ed ha risorse. «Sarà un bel progetto», assicura Longhi,  che anticipa qualcosa senza sbilanciarsi troppo, e che immagina di realizzare all’interno del Palazzo una «galleria dei giovani» con l’ufficio iscrizioni, l’ufficio Contamination Lab ed altri servizi dedicati, sia di gestione universitaria sia provinciale. Pensando a questi ultimi, il pensiero è subito all’Informagiovani, ora ubicata all’interno del Cobianchi di piazza Roma. «Dobbiamo fare emergere questi servizi − commenta il rettore − e con essi i giovani. Non possono stare nascosti sotto terra». L’idea di base, dunque, è quella di alcuni spazi condivisi Ateneo-Provincia, ma anche di una progettazione unica tra palazzo moderno e palazzo antico del Rettorato. «Con il sistema di ponti e passaggi interni già predisposti tra i due palazzi − spiega il rettore − sarà possibile creare un unico ingresso, un unico vano ascensore e scale, razionalizzando le spese, anche quelle di manutenzione ed adeguamento sismico del Rettorato». E in un’ottica di corpo unico potrebbero essere utilizzati per l’operazione anche parte dei 5 milioni di risorse europee

Il sistema di ponti e collegamenti già esistenti tra il palazzo del Rettorato e l’ex Palazzo di Vetro

assegnate da poco all’Università per rimettere in sesto il palazzo storico di piazza Roma .

L’IPOTESI STUDENTATO. Tra le operazioni di trasloco, anche l’ipotesi del trasferimento degli uffici amministrativi della Politecnica di via Oberdan all’ex Palazzo di Vetro, con la possibilità di trasformare così l’edificio lasciato vuoto in uno studentato da circa 100 posti. «La posizione sarebbe ottima − afferma Longhi − in quella zona ci sono diversi locali e ristoranti, piazza Pertini è a pochi passi, come anche le strade che collegano con la parte storica della città da poter essere scoperta e vissuta dai ragazzi».

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X