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Omicidio Pamela,
respinto ricorso della procura
sulla violenza sessuale

I GIUDICI non ritengono sussistere i gravi indizi di colpevolezza. La difesa di Oseghale: «Verrebbe a mancare il movente». La famiglia della 18enne: «Aspettiamo di avere le carte, che abbiamo chiesto più volte»
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Innocent Oseghale

 

Omicidio di Pamela Mastropietro, respinto il ricorso della procura che chiedeva la misura cautelare per Innocent Oseghale anche per la violenza sessuale (già è sottoposto a quella per omicidio). Per il tribunale della libertà di Ancona non sussisterebbero i gravi indizi di colpevolezza. La difesa di Oseghale: «Siamo soddisfatti perché ci eravamo battuti sostenendo l’insussistenza per questa ipotesi di reato. Verrebbe a mancare quello che la procura ha individuato come movente dell’omicidio» dice l’avvocato Simone Matraxia. I gravi indizi per la violenza sessuale erano già ritenuti non sussistenti anche dal gip del tribunale di Macerata che aveva applicato la misura solo per omicidio. Da qui la decisione della procura di fare ricorso. Intanto questa mattina in via Spalato, nella palazzina dove la 18enne è stata uccisa, si è svolto un nuovo sopralluogo da parte del legale di Desmond Lucky, Gianfranco Borgani e dei suoi consulenti (Serena Gasperini e Nicola Caprioli). In merito alla decisione dei giudici, la famiglia di Pamela Mastropietro, hanno commentato con un comunicato. «Abbiamo appreso della notizia del rigetto del ricorso presentato dalla Procura al Riesame – si legge nel comunicato -, come al solito, dai giornali telematici e dai social. Incredibile. Nel merito, continuiamo ad avere forti dubbi, ma aspettiamo di avere le carte, che abbiamo chiesto più volte, se e quando ci verranno finalmente date, sempre che, nel frattempo, non vengano pubblicate da chissà quale altra parte».

L’avvocato Borgani, al centro, insieme ai consulenti Serena Gasperini e Nicola Caprioli

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