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Ruspe in azione, vanno giù
le officine del Nautico (Video)

ANCONA - Partiti i lavori di demolizione degli edifici della scuola che lasceranno libera alla vista la Casa del Capitano al porto antico. Le operazioni di abbattimento un altro dei tasselli per la realizzazione del progetto Waterfront 3.0, mentre resta l'incognita del recupero dei reperti del porto traianeo, alle spalle del manufatto duecentesco, e la realizzazione della nuova copertura di protezione
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Vanno giù le officine dell’Istituto Nautico al porto antico e si fa strada la vista sulla Casa del Capitano. Alle 15,30 in punto le ruspe sono entrate in azione per le operazioni di demolizione che riguarderanno oltre alle officine della scuola anche parte della palestra. È un altro dei tasselli per il recupero dell’area archeologica dello scalo dorico, quel progetto Waterfront 3.0 che ha visto alcuni mesi fa l’assegnazione dell’opera della nuova illuminazione dell’arco portuale al progetto firmato dallo studio di Architettura Sardellini-Marasca ed all’avvio dei primi lavori per lo Urban Center ai piedi di Palazzo degli Anziani. L’abbattimento delle officine e di parte della palestra dell’Istituto superiore consentiranno di poter ammirare il manufatto storico della Casa del Capitano, ora “accerchiata” dalle mura moderne della scuola. La palestra, per il momento, sarà demolita solo in parte per consentire comunque agli studenti che popolano l’istituto di continuare la loro attività, in attesa di essere trasferiti nella nuova ala, ancora tutta da costruire dell’Itis “Volterra” di Torrette, che dovrà ospitarli. Ma sui tempi di realizzazione del nuovo edificio a Torrette e del trasloco degli studenti non c’è ancora alcuna certezza, come sulla futura destinazione dell’edificio di lungomare Vanvitelli una volta svuotato delle aule.

Liberata la Casa del Capitano resta l’incognita della nuova copertura del porto traianeo, alle spalle della costruzione del XIII secolo. L’antico porto romano ha subito nei mesi scorsi alcuni crolli ai quali è seguita una messa in sicurezza sommaria da parte della Soprintendenza, partner del progetto Waterfront 3.0 proprio per quanto riguarda il recupero degli scavi archeologici del porto con la realizzazione della nuova copertura.

Urgente appare anche l’intervento sull’arco storico addossato all’ingresso del Nautico, che è stato di recente transennato a seguito di crepe nella struttura e crolli delle pietre antiche.

«Abbiamo compiuto un importante passo in avanti – ha affermato il sindaco Valeria Mancinelli, in corsa per il secondo mandato – verso un’ulteriore riqualificazione del fronte mare. L’obiettivo di questo primo tassello è quello di restituire alla città l’area archeologica del porto antico e di valorizzare il manufatto storico della Casa del Capitano, rendendolo più visibile e fruibile. L’operazione, che prevede anche l’abbattimento dei locali di servizio alla palestra, è complementare alla realizzazione del progetto Iti Waterfront con cui l’amministrazione è riuscita a conquistare un finanziamento europeo di 6,2 milioni».
Il progetto del Waterfront 3.0 insiste nel cuore di Ancona e rappresenta anche un’importante opportunità di sviluppo del turismo.  «In questi cinque anni – ha aggiunto l’assessore al Porto, Ida Simonella – abbiamo ottenuto 70 milioni di euro vinti nei bandi nazionali e internazionali per riqualificare la città. I fondi dell’Iti Waterfront verranno utilizzati per il rilancio dell’area che fa da cerniera tra porto, porto antico e centro storico ed alcuni cantieri per gli interventi previsti nella quota di cofinanziamento comunale, come la riqualificazione dei piani bassi di Palazzo degli Anziani, sono già operativi».

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