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«Whirlpool, ci sono 10 milioni»
Appello per le aziende dell’indotto

COMUNANZA - Nuovo summit bipartisan per garantire il futuro del sito che produce elettrodomestici. Chiesto il mantenimento della piattaforma Aqualtis e il ritorno delle produzioni dall'estero
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di Maria Nerina Galiè

Lavoro, politica e terremoto, “crisi aziendale” e territorio che vuole rialzarsi da una lunga “crisi industriale complessa” acuita dalle calamità naturali. Non manca nulla nel bollente calderone della vertenza Whirlpool in atto nello stabilimento di Comunanza. Sono tutte anche le forze politiche scese in campo affinché 131 lavoratori non perdano tra pochi mesi il posto di lavoro ed anzi si creino le condizioni per nuove opportunità anche a beneficio del vasto indotto. Senza sconti le richieste che le parti sociali faranno all’azienda il prossimo 6 luglio al tavolo di coordinamento nazionale al Mise: lo stabilimento deve ritornare alla piena capacità produttiva ed occupazionale (un milione e 300 mila pezzi l’anno e capace fino a mille dipendenti); l’Aqualtis, intesa come piattaforma dell’alto di gamma, deve rimanere a Comunanza; la lavasciuga deve rientrare dalla Polonia e dalla Slovacchia l’asciugatrice; occorre infine l’introduzione di un nuovo prodotto, innovativo e tecnologicamente avanzato. Ecco le richieste che confluiranno in un documento, teso al respingimento del piano 2019-2021, redatto e sottoscritto da tutte le parti coinvolte e sulla base del quale ci si aspetta che il management della multinazionale metta sul piatto un “Piano B” sul quale lavorare. L’input è arrivato il 22 giugno da Paola De Micheli, Commissario straordinario per la ricostruzione, che nella sala consiliare di Comunanza, si è intrattenuta con gli amministratori locali, i sindaci dell’area interessata, ai quali si è unito il primo cittadino di Ascoli Piceno Guido Castelli, le organizzazioni sindacali ed i parlamentari Fede e Silvestri (M5S), Latini (Lega) e Verducci (Partito Democratico). Un nuovo ed importante incontro sulla vertenza che sta facendo parlare di sé nelle stanze del Governo, per ribadire ed ampliare concetti già espressi alla luce del recente “successo” e cioè l’approvazione in Senato, con il voto favorevole di tutte le forze politiche, dell’emendamento del senatore Francesco Verducci per la proroga degli ammortizzatori sociali nei primi sei mesi del 2019. Due le precisazioni sull’argomento. Di Verducci la prima che ha confermato la disponibilità di 10 milioni di euro, sufficienti per coprire l’intero anno come nelle previsioni dell’atto da lui proposto.
«E’ tempo di pensare anche all’indotto – ha poi detto il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni – alle tante aziende della filiera le cui sorti sono legate alla Whirlpool ed alle quali pertanto bisogna estendere cassa integrazione e contratti di solidarietà».
Una solida base di partenza la deroga della legge 148 del 2015, non l’obiettivo che invece si deve raggiungere al di là delle strategie commerciali e delle “volubili” leggi di mercato, lontano da un piano aziendale, quello per il prossimo triennio, che se non è “punitivo” per Comunanza è quanto meno lesivo e “pericoloso”. Questo il commento dei presenti e soprattutto delle Rsu, sostenute da esponenti delle segreterie provinciali. «Dobbiamo seguire la politica aziendale che ci vuole polo esclusivo? Che sia allora polo dell’asciugatura al completo con il rientro di tutti i pezzi prodotti all’estero come è stato fatto a Melano con i piani cottura», ha ribadito la Fiom. «Senza comunque perdere le lavatrici alto di gamma – ha rincarato l’Ugl – poiché in questa alienazione si cela il rischio di vederci portar via anche le lavasciuga alto di gamma”. Non una voce fuori dal coro, ancora una volta. Un compattezza che la De Micheli ha invitato a mantenere nelle delicate fasi della trattiva ed in vista dell’incontro al Mise al quale ha garantito la sua presenza, insieme alle onorevoli Giorgia Latini e Rachele Silvestri come parte politica. Un vertenza che sempre di più conferma la sua “connotazione nazionale”, come ha evidenziato Guido Castelli.

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