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Calcolo errato dell’indennità,
il Comune chiede i soldi
all’ex ingegnere capo Lucchetti

ANCONA - Stando ai nuovi parametri dell'Amministrazione legati all'indennità di posizione per i dipendenti pubblici, l'ex dirigente dovrebbe restituire circa 12 mila euro lordi. La mossa del professionista? Il ricorso al Tar e l'inizio di un contenzioso contro il suo ex datore di lavoro
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Il Comune (foto d’archivio)

 

Nuovo conteggio per l’indennità di posizione dei dipendenti pubblici, l’amministrazione chiede all’ex ingegnere capo del Comune Luciano Lucchetti la restituzione di 12 mila e 700 euro (importo lordo). Questa il valore del surplus remunerativo che l’ex dirigente, secondo la posizione del Comune, avrebbe ricevuto in maniera indebita a partire dal 2014 fino al 2017, anno di pensionamento di Lucchetti. La restituzione è stata chiesta in base ai nuovi parametri che definiscono il valore per l’indennità di posizione lavorativa dei dipendenti del comune dorico. Le modifiche sono state apportate lo scorso anno con due diverse delibere, ma l’amministrazione chiede che vengano  restituite anche le somme degli anni precedenti come se quanto decretato avesse valore retroattivo. Lucchetti, assistito dall’avvocato Antonio Mastri, ha deciso di impugnare il provvedimento firmato dal Palazzo del Popolo, rivolgendosi ai giudici del Tar per combattere contro la pretesa della restituzione delle somme ricevute (si tratta di circa 6 mila euro netti) L’udienza di discussione si  è tenuta lo scorso 13 giugno, ma il tribunale non è potuto entrare nel merito della questione. Infatti, è stato decretato un difetto di giurisdizione per cui il contenzioso non deve avere come teatro il tribunale amministrativo regionale, quanto il Palazzo di Giustizia di corso Mazzini, nella persona del giudice del lavoro. La palla, dunque, deve passare in un’altra aula.

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