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La Politecnica chiude il bilancio in utile,
ma senza austerity

CONTI - Le misure straordinarie di riduzione delle tasse per gli studenti terremotati, per la ricerca e per la mobilità internazionale non hanno intaccato le casse dell'Ateneo che prosegue nella strada dell'efficienza organizzativa per recuperare risorse
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Il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi

 

L’Università Politecnica delle Marche chiude anche l’esercizio 2017 in utile pur mettendo in campo azioni straordinarie a sostegno della ricerca e del diritto allo studio e continuando sulla strada dell’efficienza organizzativo. Nel 2017, l’Ateneo ha promosso una politica di sostegno alle famiglie degli studenti colpite dai recenti eventi sismici introducendo specifiche forme di esonero dalle tasse che ha portato a raddoppiare il costo complessivo nel bilancio 2017 rispetto agli anni precedenti. Questa politica è stata comunque accompagnata dal mantenimento di tutte le iniziative pensate dall’Ateneo per il sostegno e miglioramento della condizione degli studenti come le mobilità internazionali, le collaborazioni e le attività di tutoraggio, i viaggi di istruzione, attività formative, attività di placement, agevolazioni sui trasporti, ecc. Nel 2017 queste voci nel loro complesso hanno portato ad un lieve incremento di spesa (+2,8% rispetto al 2016).

In questo quadro, la Politecnica non ha però penalizzato la ricerca. Il bilancio 2017 registra anche i costi derivanti dal primo bando interno, promosso dall’Ateneo, finalizzato a finanziare progetti strategici di ricerca su base competitiva per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro. Sono state mantenute costanti le azioni a sostegno dell’attività di ricerca come le spese per dottorati e assegni di ricerca.

La capacità di Ateneo di investire senza pregiudicare il proprio equilibrio economico è riconducibile alla costante attenzione al monitoraggio dei costi e all’efficienza organizzativa. Nel 2017, i costi per la gestione corrente hanno infatti registrato una diminuzione dell’8,5% rispetto all’esercizio precedente. L’utile di esercizio 2017 rafforza ulteriormente la struttura patrimoniale dell’Ateneo con un patrimonio netto pari a 122,5 milioni di euro che rappresenta il 60,5% di tutte le passività e attesta il margine di struttura (rapporto tra patrimonio netto e immobilizzazioni) a 1,51, valore molto positivo che evidenzia la solidità patrimoniale dell’Ente ed un equilibrio finanziario di medio-lungo periodo che consente all’Ateneo di valutare strategie di investimento futuro.

«Chiudere un esercizio difficile, come quello del 2017, segnato dagli effetti del terremoto e dalla necessità di definire strategie importanti di investimento in termini di sostegno agli studenti e di interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare dell’Ateneo, in utile è per me motivo di orgoglio − afferma il rettore Sauro Longhi −. Questo risultato è frutto dell’attenzione dimostrata da tutte le componenti della nostra organizzazione universitaria che ha consentito di raggiungere ottimi livelli di performance nella gestione dei costi dell’Ateneo senza pregiudicare i livelli qualitativi dei servizi. Il bilancio 2017 − continua il Rettore Longhi − conferma la capacità dell’Ente da un punto di vista patrimoniale e finanziario di sostenere il piano di investimenti previsto per il nuovo rettorato e il nuovo studentato che ho illustrato qualche settimana fa. Ritengo tale azione un segnale importante per la nostra comunità accademica, per la nostra amministrazione e per la comunità locale».

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