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“Rubi i nostri soldi”,
amministratore di condominio finisce
a processo e perde il lavoro

SENIGALLIA - Dopo quattro anni di traversie giudiziarie, l'uomo - un 40enne di Senigallia - ha potuto cantare vittoria oggi in tribunale, quando è stato assolto dal giudice da una doppia imputazione: truffa e appropriazione indebita. Dopo la prima denuncia da parte di un palazzo, nel 2014, ne sono arrivate altre a cascata, facendo rimanere il professionista disoccupato
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Il tribunale di Ancona

 

Gli inquilini del palazzo che tutela lo denunciano sospettando che possa aver messo le mani sui soldi destinati a pagare le utenze condominiali e lui finisce a processo per appropriazione indebita e truffa. Ma non solo. Dopo la querela, perde il lavoro e tutti gli edifici che aveva amministrato fino a quel momento a causa delle voci che la prima denuncia avevano scatenato, dipingendolo come un amministratore di condominio infedele. Nel giro di pochi mesi, a partire dal 2014, un 40enne di Senigallia si era visto annullare tutti i mandati lavorativi. Amministrava oltre cento condomini, di punto in bianco si era ritrovato disoccupato. Questa mattina, in tribunale, la sua professionalità è stata in parte riabilitata. Il giudice Elisa Matricardi lo ha assolto dai due capi d’imputazione formulati dalla procura dopo la prima denuncia partita da un condominio di Jesi. “Il fatto non sussiste” è stato detto in aula, proprio di fronte al 40enne, difeso dall’avvocato Corrado Canafoglia. Dopo i sospetti del condominio parte civile al processo, l’amministratore era stato investito da una pioggia di querele. Almeno una quindicina quelle ricevute dagli inquilini amministrati un tempo. Finora, solo il procedimento terminato quest’oggi è finito a dibattimento. In questa tranche, la procura contestava al 40enne la sparizione di quasi 4 mila euro. La somma doveva servire per pagare le utenze condominiali. In realtà, stando a quanto dimostrato dalla difese, la cifra era impressa in una fattura che il palazzo doveva ancora saldare. Non c’era stata alcuna appropriazione indebita. Le altre denunce ricevute dal senigalliese sono ancora in fase di indagine.

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