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Cena tra amici, riaccende la stufa
da esterni e ustiona l’ospite
E’ gravissimo a Torrette

OSIMO - L'incidente martedì sera in un giardino di via San Leopardo. L'osimano Maurizio Bonsignori, 65 anni è ricoverato in Terapia Intensiva con il 70% di ustioni sul corpo. La nuora, al settimo mese di gravidanza, medicata al Salesi, e il cane che il pensionato teneva sulle gambe è in clinica veterinaria. Il racconto shock del figlio: "Mio padre era diventato una torcia umana"
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L’ospedale regionale di Torrette

Una cena all’aperto tra amici si trasforma in dramma. Per riaccendere una stufa da esterni nel giardino di una villetta di via San Gennaro a Osimo dove i vicini di casa si erano riuniti, il figlio del padrone di casa ha gettato bioetanolo su quel generatore di calore. La potente fiammata che ne è scaturita ha investito uno dei commensali che ora lotta tra la vita e la morte in Terapia intensiva all’ospedale di Torrette con ustioni di II e III grado sul 70% del corpo. E’ successo alle 23 di martedì scorso, 26 giugno. L’osimano Maurizio Bonsignori, 65 anni, da poco in pensione, è tenuto in coma farmacologico nel reparto dell’ospedale regionale e attende, di ora in ora, di essere trasferito in un Centro Grandi Ustionati degli ospedali di Cesena, Parma o Milano non appena le sue condizioni si stabilizzeranno e soprattutto sarà trovato un posto letto disponibile. La serata, che doveva essere leggera e improntata all’allegria, dopo l’incidente  ha cambiato il corso del destino di tante vite.  In questo ore di angoscia vissute da entrambe le famiglie, oltre al 65enne, è finita in ospedale con ustioni sulle gambe la nuora dell’osimano, A.S., 27 anni, al settimo mese di gravidanza, che negli attimi di concitazione, per lo shock e il tentativo di spegnere le fiamme si è bagnata nella vasca delle tartarughe presente nel giardino e poi è stata trasferita d’urgenza al Salesi di Ancona, per scongiurare anche un’infezione batterica. E’ ricoverato infine in una clinica veterinaria  il cane che Maurizio Bonsignori teneva sulle gambe, investito anch’esso dal ritorno di fiamma e forse destinato a perdere una zampetta se i medici decideranno di amputarla.

L’ospedale regionale di Torrette

“Tutto è iniziato quando si è spento quel marchigegno a forma di L con una scanalatura al centro dove è posizionata una lana di cotone imbevuta con bioetanolo. Il figlio del vicino di casa dei miei genitori ha pensato bene di riaccenderla gettandovi direttamente il bioetanolo dalla latta che lo conteneva” racconta Andrea Bonsignori,  ospite della famiglia alla cena con sua moglie ed i suoi genitori. “Mio padre – continua, ancora provato dalla vicenda – era seduto lì vicino ed è stato avvolto subito dal fuoco. E’ diventato una torcia umana ma ha avuto la prontezza di riflessi di scappare via. Gli sono corso dietro e ho tentato di farlo rotolare a terra per spegnere il fuoco, ma non c’era verso. Allora mi sono tolto il giubbetto che indossavo per soffocare le fiamme e alla fine mi sono buttato proprio su di lui con il mio corpo sopra. Poi gli ho tolto i vestiti in attesa dei soccorsi del 118. Mentre succedeva tutto questo, mia moglie, con ustioni sulle gambe, dal ginocchio in giù, per lo spavento si gettava nella vasca delle tartarughe. Dopo l’arrivo delle ambulanze è arrivata l’automedica ed è stato disposto il trasferimento di mio padre a Torrette. Lui era vigile nonostante tutto,  però all’ospedale è stato sedato. Mia moglie è stata invece accompagnata in emergenza al Salesi perchè era sotto shock e temeva di non sentire più il bambino. E’ stata dimessa verso le 3 della mattina successiva ma deve seguire una terapia anche per evitare infezioni perché la vasca delle tartarughe non è proprio un luogo salubre”.

Al momento non è  partita alcuna denuncia. “Sono state ore terribili, siamo sconvolti e in questo momento le priorità sono altre– spiega Alessandro Bonsignori, 40 anni, l’altro figlio di Maurizio – I medici si sono riservati la prognosi per mio padre e ci hanno dato poche speranze perché in questi casi la situazione può migliorare lentamente ma  potrebbe precipitare in pochissimo tempo. L’unica parte del corpo che non è stata lesionata dal fuoco, è quella che gli ha preservato il cane. Mia cognata, alla sua prima gravidanza è ancora scioccata, deve tornare in ospedale per sottoporsi alle medicazioni. Quello che è successo è gravissimo. La famiglia che li ospitava si è scusata, ci ha fatto visita all’ospedale ma tutti noi ci domandiamo come si è potuta riaccendere una stufa gettandoci con tanta leggerezza sopra bioetanolo, carburante che serve a far decollare gli aerei?”

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