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“Cameyi è morta, Cameyi è morta”
lo strazio della madre della 15enne
trovata nel pozzo dell’orrore

ANCONA - In un italiano stentato non riesce a dire altro Fatema Begum, la madre della minore scomparsa nel maggio 2010 le cui ossa sono state trovate a pochi passi dell'Hotel House. Fino all'ultimo ha sperato che la figlia potesse essere viva, lontano dall'Italia
sabato 30 Giugno 2018 - Ore 17:20
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Fatema, la madre di Cameyi con la foto della figlia all’epoca della scomparsa

 

di Federica Serfilippi

Piange, prega, si dispera e ogni tanto sussurra a se stessa: “Cameyi è morta, Cameyi è morta”. A Fatema Begum, madre della 15enne scomparsa nel maggio 2010 e le cui ossa sono state ritrovate nel pozzo dell’orrore dell’Hotel House, il dolore le si è palesato davanti giovedì pomeriggio, quando alcuni agenti della questura dorica hanno prelevato lei e suo figlio maggiore dal loro appartamento di via Manzoni per portarli negli uffici di via Gervasoni. È stato qui che Fatema ha avuto la certezza che quei reperti trovati lo scorso marzo appartengono a sua figlia Cameyi, morta a 15 anni. A Porto Recanati, probabilmente, come ha già ipotizzato la procura di Macerata, aprendo un fascicolo per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Fondamentale per risalire a Cameyi il dna estrapolato da quello che rimane di un dente della ragazza. Da due giorni, Fatema si è chiusa nel suo dolore, pregando e pensando alla figlia che non c’è più. Ha sempre sperato di poterla rivedere o comunque che fosse viva in qualche parte del mondo, magari in Bangladesh. “Fatema – afferma Silvia Mainardi, all’epoca della scomparsa professoressa della minore – ha sempre rigettato il pensiero che Cameyi potesse essere morta. Noi docenti, invece, eravamo più preparati a questa notizia. Si tratta di una tragedia, ma almeno ha messo un punto fermo alla questione. Ora però devono ripartire le indagini. Non è detto che sia stata uccisa, però sicuro c’è stata la volontà di nascondere il suo cadavere”. Già, l’inchiesta deve essere arricchita da nuovi accertamenti. Il fascicolo sulla scomparsa si Cameyi era stato aperto nel 2010 dalla procura di Ancona. Un solo indagato: Monir Kazi, ex fidanzatino della 15enne di cui non si hanno più notizie dal 2011. L’inchiesta era stata ufficialmente chiusa con un nulla di fatto lo scorso anno per poi riaprirsi a marzo con la scoperta del pozzo dell’orrore. Sono stati gli inquirenti del capoluogo dorico a conferire al dottor Adriano Tagliabracci l’incarico di esaminare i reperti trovati nei pressi dell’Hotel House. È stato però il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio a rendere noti i risultati degli esami e a fare un appello a chiunque possa avere informazioni utili a risolvere il mistero di Cameyi. Probabile, dunque, che nelle prossime ore possa esserci un passaggio di consegne formali tra la procura dorica e quella maceratese, per questioni di competenza territoriale.

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