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Fondazione Bambozzi,
dopo 4 anni conti in salute

OSIMO - Lo ha annunciato il sindaco al termine del Cda che ha approvato il bilancio 2017. "Torna in attivo dopo un duro lavoro" commenta Simone Pugnaloni
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Il sindaco Simone Pugnaloni seduto accanto alla presidente Laura Cionco, con gli altrei componenti del Cda della fondazione Bambozzi 

Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni plaude alla fondazione Bambozzi che chiude i conti 2017 con un bilancio in salute. “E’ stato premiato il lavoro paziente e professionale del consiglio di amministrazione. – scrive sui social il primo cittadino di Osimo – Dopo quattro anni di duro lavoro il bilancio ritorna in attivo. Spazzando via le critiche infondate di questi anni, sostenendo ancora il costo di mutui sottoscritti nel passato di poca o quasi nulla utilità, la gestione della casa di riposo viene promossa a pieni voti. Migliora non solo il conto economico, ma la qualità, l’efficienza e l’efficacia del servizio reso agli ospiti con grande soddisfazione di tutti, la media annua ospiti passa da 89 a 94. A nome mio e di tutta la città un grazie speciale alla Presidente Laura Cionco ed ai componenti del cda Bottegoni Giampaolo, Carnevali Katia, Mosca Marco, Bartoli Alice per la passione e l’entusiasmo che stanno mettendo in questa importante esperienza di servizio alla città di Osimo”.

Al suo insediamento nel 2014 e nel corso di un’audizione in consiglio comunale, Laura Cionco presidente del Cda della fondazione “Bambozzi”, la casa di riposo del centro storico, aveva rilevato alcune criticità e sofferenza di bilancio, per la presenza di mutuo di notevole importo che gravava sui conti. Aveva ipotizzato che se non si fossero effettuate vendite il rischio sarebbe quello di chiudere il bilancio in perdita. Il mutuo in questione era stato acceso nel 2006 per acquistare un terreno, poi vincolato a destinazione sanitaria (l’area di Monteragolo dove ancor prima doveva sorgere il vecchio ospedale di rete ndr) per realizzarvi la nuova sede della casa di riposo mai costruita. L’area fu acquistata per 1.400.000 euro. Nel 2014 restavano ancora 1.076.000 euro da pagare.

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