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La Bcc di Civitanova
sbarca in territorio anconetano:
aperta la filiale di Castelfidardo

ECONOMIA - L'istituto di credito cooperativo copre così tre territori provinciali. Dopo Macerata e Fermo anche Ancona, dove sono previste anche le prossime aperture di Loreto e Campocavallo di Osimo. Il dg Marco Moreschi: «Arriviamo in punta di piedi in questo territorio che è nuovo per noi con l’obiettivo di diventare punto di riferimento per famiglie, giovani, artigiani e piccole Imprese». Moreschi traccia anche l'analisi dell'andamento della banca
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La nuova squadra della filiale Bcc di Civitanova e Montecosaro aperta a Castelfidardo, la prima dell’Anconetano. Da sx: Rossana Ginevri, Maurizio Foglia, Elisa Fiordomo, Michele Colombati e Mauro Conocchioli

 

Storico sbarco nell’Anconetano, a Castelfidardo, per la Bcc di Civitanova e Montecosaro, che ha da sempre come territorio di riferimento quello a cavallo tra la provincia maceratese e quella fermana. Ora salgono, dunque, a 3 i territori provinciali in cui è presente l’istituto di credito.
La nuova sede fidardese ha aperto i battenti lunedì scorso (2 luglio) in via Lorenzo Perosi, 9. E non è uno sportello qualunque, ma la sede distaccata, l’avamposto anconetano che segna l’ingresso della banca civitanovese in territorio dorico.
A seguire, ed a stretto giro, la Bcc del presidente Sandro Palombini aprirà infatti altre due filiali, una a Loreto e una ad Osimo (rispettivamente in via Donato Bramante, 41 ed in via Vittorio Bachelet, 13, a Campocavallo).
Tutti del territorio, così come tradizione della Bcc civitanovese, i collaboratori che da lunedì sono operativi in via Perosi: Maurizio Foglia (titolare di filiale), Mauro Conocchioli, Michele Colombati, Rossana Ginevri ed Elisa Fiordomo.
Con l’apertura di lunedì, la Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro si appresta a diventare l’istituto di credito cooperativo più grande, dal punto di vista della copertura territoriale, dell’intera regione. Con Castelfidardo, e poi le prossime Loreto e Osimo, arriverà a 16 il numero complessivo delle sedi territoriali ed a 3 le provincie coperte. Quella dorica, infatti, si andrà a sommare ai territori storici della banca di viale Matteotti, quello della provincia maceratese e quello della provincia fermana, ampliando, di fatto, l’operatività dell’istituto a l’intera area territoriale del centro Marche. Un momento “storico” per la Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro.
«Questo ampliamento – spiega il presidente Sandro Palombini – pone le basi per uno sviluppo su scala regionale nel medio periodo. D’altronde come Bcc Civitanova e Montecosaro abbiamo i numeri per ampliare il nostro raggio di azione, uniti alla forza e alle capacità del nostro nuovo direttore generale».

«Arriviamo in punta di piedi in questo territorio che è nuovo per noi – afferma il dg Marco Moreschi – con l’obiettivo di diventare punto di riferimento per famiglie, giovani, artigiani e piccole Imprese».
«Un’importante novità per il nostro territorio – per il sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani – a beneficio del tessuto sociale ed economico della nostra città, formato in larga misura da famiglie e piccoli imprenditori».
Ricordiamo che il progetto di sviluppo su territorio Marche della Bcc di Civitanova non si fermerà con le aperture in territorio anconetano, visto che è in atto l’iter progettuale di aggregazione con la pesarese Bcc di Suasa.

I dati sull’andamento del primo trimestre 2018. «Tra la seconda metà dello scorso anno e, soprattutto, il primo trimestre di quest’anno – sottolinea il dg Moreschi – abbiamo fatto registrare dati andamentali davvero importanti». L’istituto di viale Matteotti ha ingranato la marcia. E i numeri sono la fotografia fedele dello stato di salute della banca, sia patrimoniale che sul versante del conto economico.
«Il lavoro posto in essere negli ultimi mesi sotto il profilo dell’efficientamento organizzativo e dell’evoluzione distributiva – prosegue Moreschi – mostra segnali davvero importanti. Nel primo trimestre 2018 la raccolta è cresciuta del 4,43%, in ulteriore accelerazione rispetto all’esercizio appena chiuso con il risparmio gestito che segna un +20%. Crescita ancora più forte per gli impieghi che mostrano un segno positivo del 6,55% rispetto ad un sistema del credito cooperativo in contrazione dell’1,1%. E gli impieghi sono lo specchio di quanto e come la nostra banca si relaziona ed è vicina al territorio. Si cominciano a vedere i primi risultati tangibili della riorganizzazione aziendale − continua il dg − con il riscontro sul fronte del contenimento dei costi, voce in cui il totale delle spese amministrative, nello scorso mese di marzo, è diminuito del 3%. È inoltre in fase attuativa un’importante operazione di cessione delle sofferenze congiuntamente alla futura capogruppo Cassa Centrale Banca che porterà il totale dei crediti non performing al di sotto del 10% nell’arco del 2018». Se il primo trimestre dell’anno si è aperto così bene, non meno soddisfacente è stato l’andamento complessivo della seconda metà del 2017 «con segni positivi – riprende Moreschi – su tutti i principali aggregati patrimoniali: + 3,2% la raccolta complessiva a 653 milioni con particolare enfasi per l’indiretta a +18%; anche gli impieghi segnano una crescita importante e in controtendenza pari ad un + 5,7% a 314 milioni. In tale contesto si segnala che l’intervento straordinario di copertura del credito ammalorato, che pesa il 13,4% del totale impieghi, ha portato il livello di copertura al 53% ed ulteriormente migliorato il texas ratio portandolo al 47,3%».
Positivo, continua nell’analisi dei dati il dg, anche il risultato economico finale di esercizio che segna un utile netto pari ad 1,4 milioni nonostante, appunto, l’innalzamento delle coperture sul credito deteriorato ed una serie di interventi straordinari di accompagnamento all’esodo di parte del personale.
Non da ultimo si evidenzia un indice CET1 al 20,4% pur dopo la sottoscrizione dell’aumento di capitale di Cassa Centrale Banca funzionale alla partenza della nuova capogruppo e il cui avvio appare sempre più vicino in virtù dell’istanza trasmessa da CCB all’organo di vigilanza il 19 aprile scorso.
Infine il direttore generale fissa l’orizzonte e un target chiaro: «Il nostro obiettivo è quello di incrementare di 150 milioni in due anni le masse intermediate, portandole dagli al primo obiettivo di un miliardo di euro, rafforzandoci sempre più come punto di riferimento per famiglie e piccole imprese».

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