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Ambulanze a sirene spiegate,
la protesta di Anpas sul ritardo
dei rimborsi Asur

ANCONA - Circa 40 ambulanze con a bordo 90 volontari hanno sfilato sotto al Palazzo delle Marche e per le vie del centro. L'associazione nazionale di pubblica assistenza è la sola a non aver firmato l'accordo con l'Asur sullo sblocco dei pagamenti dei debiti pregressi perché contraria ai nuovi criteri di rendicontazione contenuti nell'accordo sottoscritto da Croce Rossa, Misericordie e Mpa. Domani associazione convocata dal prefetto
lunedì 9 luglio 2018 - Ore 21:04
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Quaranta ambulanze a sirene spiegate hanno sfilato sotto le finestre del Palazzo delle Marche ad Ancona intorno alle 10 di questa mattina. “Non era un’emergenza sanitaria, ma un’emergenza sociale” come recita il volantino della protesta delle associazioni Anpas, sul piede di guerra da mesi per i mancati rimborsi per i servizi di assistenza ed emergenza prestati ed unica associazione ad essere rimasta fuori dall’accordo che la Regione Marche ha siglato con Croce Rossa, Misericordia e Mpa lo scorso 6 luglio. «Come preannunciato le associazioni Anpas sono scese in strada per manifestare tutto il proprio dissenso − si legge in una nota − verso una classe politica che non riesce a far applicare le proprie norme, e verso un apparato tecnico che dopo 10 anni dalla emanazione di una legge ancora non riesce ad applicare la regola cardine del mondo del volontariato: il rimborso delle spese effettivamente sostenute dalle associazioni di volontariato per espletare servizi di trasporto sanitario». Domani mattina (10 luglio) a Palazzo del Governo il tentativo di trovare un accordo anche con Anpas  «affinché si possa dare alle associazioni quella tranquillità che consenta loro di ritornare alla mission più fondamentale, cioè quella di dare risposte ai bisogni sul territorio a livello proponendosi, come avviene ormai da decenni su tutto il territorio regionale, come primo interlocutore per risolvere necessità emergenti, magari non ancora codificate», prosegue la nota.

I nodi della vertenza? Su tutti, la mancata liquidazione dei rimborsi per le spese sostenute dal 2013 ad oggi. «Negli ultimi 4 anni Asur ha erogato alle organizzazioni di volontariato solamente degli acconti, con riduzione percentuale rispetto al rimborso massimo ammissibile presunto, mentre il conguaglio a saldo doveva essere liquidato dopo la presentazione delle rendicontazioni annuali e dei relativi documenti giustificativi» continua Anpas. A rinfocolare la protesta di Anpas, nonostante lo sblocco dei pagamenti 2013-2016 che ha visto il raggiungimento dell’intesa con Croce Rossa, Misericordia e Mpa e lo stanziamento di oltre due milioni e mezzo da parte di Asur, i nuovi criteri di rendicontazione per il 2017 e gli anni successivi, contenuti nello stesso accordo, rifiutato dalle associazioni nazionali di pubblica assistenza.

Spiegano dall’Asur: «Abbiamo chiuso il 97% relativo alla vecchia partita, il restante 3% verrà erogato al termine della verifica delle singole fatture. Per la complessità dei servizi relativi all’area vasta 2 è stato istituito un gruppo di lavoro specifico tra associazione e Asur per la verifica delle relative rendicontazioni. Al momento si è concordato di pagare tutti gli importi delle fatture emesse relative al periodo 2013-2016. Si sta lavorando per consolidare le nuove modalità di erogazione del servizio ai cittadini senza penalizzare le stesse associazioni di volontariato per le quali riconosciamo il lavoro che svolgono ogni giorno per salvaguardare la salute dei cittadini».

La situazione che si sta verificando sulla trattativa, spiega ancora la Regione, per i trasporti sanitari con le associazioni di volontariato Anpas, Croce Rossa, Misericordie ed MPA vede l’opposizione di Anpas al nuovo modello organizzativo e gestionale previsto nella determina 675/17 di Asur Marche.

«L’Asur, nel lavoro svolto, ha raccolto le indicazioni regionali di trasparenza, semplificazione amministrativa ed ottimizzazione delle risorse, ha quindi rielaborato un percorso che acquisiva una parte delle modalità della precedente determina Asur 900/14 – ormai superata dal nuovo atto – attualizzando il modello organizzativo con un percorso di natura convenzionale tipico dei rapporti sanitari con i privati accreditati e convenzionati». Un processo amministrativo impugnato da Anpas di fronte al Tar che ha rigettato l’istanza di sospensione fissando per ottobre la discussione nel merito dell’atto. Nel frattempo la Regione, oltre a siglare l’accordo sul pagamento dei debiti pregressi ha stabilito il monitoraggio, il controllo ed le eventuali modifiche del nuovo criterio di rendicontazione, anche in riferimento alla fase transitoria per il periodo compreso tra il 1 gennaio 2018 e la data di adozione della nuova determina. Ma sui criteri di concessione dei rimborsi futuri «restano dubbi enormi in un contesto folle – afferma Sandro Zaffiri, consigliere regionale della Lega – dove persone (non oggetti, ma persone) con patologie e in condizioni fisiche precarie (perfino diabetici amputati), ma non barellate, vengono considerate non meritevoli del trasporto sanitario a carico della sanità regionale. Se davvero Ceriscioli vuole cominciare a parlare di “buona sanità”, deve gettare la maschera della vanità e indossare quella dell’umiltà e del dialogo».

Ad intervenire sulla vicenda, con un’interrogazione, anche il consigliere Mdp, Gianluca Busilacchi. «L’Anpas annuncia la possibile sospensione dei servizi di emergenza e trasporto sanitario. Una scelta che potrebbe arrecare un grave pregiudizio alla Regione ed all’Asur Marche. Per questo motivo chiedo al presidente della Giunta quali azioni intenda promuovere per scongiurare la situazione che si verrebbe a creare se la decisione fosse confermata definitivamente».

 

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