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La carica dei 43mila turisti
Polmare: «Ancona è porto sicuro»
Meno clandestini, molti i minori soli

L'INTERVISTA - Il dirigente della polizia di frontiera Stefano Santiloni spiega come si gestisce la sicurezza di uno scalo internazionale come quello dorico, sotto pressione per l'esodo estivo. Diminuisce il fenomeno dell'immigrazione clandestina a bordo dei traghetti, ma resta alto il numero dei minorenni stranieri non accompagnati che vengono abbandonati in città
giovedì 9 agosto 2018 - Ore 19:48
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Stefano Santiloni, dirigente della polizia di frontiera di Ancona

 

La polizia di frontiera di Ancona

 

di Agnese Carnevali

(foto Giusy Marinelli)

Massimi i livelli di sicurezza al porto di Ancona, mentre si annuncia un altro weekend da record per presenze di passeggeri (oltre 43mila quelli attesi da domani a domenica, e mezzi). A vigilare, la polizia di frontiera, guidata da Stefano Santiloni, che si occupa del controllo delle persone che arrivano nello scalo dorico come all’aeroporto Sanzio di Falconara. «Negli anni al porto è diminuita la clandestinità − illustra Santilochi − con una riduzione drastica del fenomeno di coloro che viaggiavano nascosti nei tir, in particolare in viaggio dalla Grecia. I casi di arrivi irregolari riguardano soprattutto persone provenienti dall’Afghanistan, dall’Iraq e dal Pakistan. Persiste, invece, l’arrivo dei minori non accompagnati, soprattutto in partenza dall’Albania, che si inseriscono poi stabilmente in città, come anche il fenomeno dei documenti falsi o irregolari, siamo il primo porto d’Italia per sequestri».

I dati dell’Autorità portuale parlano di un altro weekend sopra le 40mila presenze, come si svolgono le operazioni di controllo dei passeggeri e come si garantisce la sicurezza nello scalo?

«Il controllo di frontiera riguarda tutto ciò che è attinente al passaggio di persone alla frontiera, dunque per la località di Ancona parliamo di porto ed aeroporto. Abbiamo diverse tipologie di controllo: quelli dei passeggeri Ue dell’area Schenghen, nel caso del porto, i passeggeri sulla direttrice greca, i passeggeri Ue ma non dell’area Schenghen, la Croazia, ed i Paesi extra Schenghen, ovvero l’Albania. Sulle rotte croate ed albanesi, che all’interno del porto si trovano dalla rotatoria davanti a Fincantieri fino alla sede dell’Authority, la banchina dalla 7 alla 11, il controllo dei passeggeri è al cento per cento, prima del loro ingresso in porto. Per quanto riguarda l’area Schenghen, dall’Ap ad oltre il terminal crociere, al varco Da Chio, invece il controllo è a campione».

Rilevate criticità, in un momento caldo per temi quali l’immigrazione e la clandestinità?

«Per quanto riguarda il porto di Ancona si è notevolmente ridotto il flusso clandestino, pur continuando un flusso migratorio ordinario. Negli anni abbiamo visto mezzi modificati per poter trasportare illegalmente persone al posto del cruscotto, doppi fondi, uomini nascosti dentro a valigie o tra la merce. Questo periodo possiamo dire che sia passato, per la costante attività di controllo, ma anche per la trasformazione degli arrivi. Oggi sono più numerosi i migranti che arrivano seguendo la trafila della richiesta di asilo che quelli che percorrono la strada della clandestinità. Resta rilevante il fenomeno dell’ingresso dei minori non accompagnati, in particolare in arrivo dall’Albania. Arrivano regolarmente con un parente, che poi però riparte, mentre il minore resta qui e si dichiara non accompagnato. In genere riesce ad essere ben inserito nel tessuto cittadino, va a scuola, segue corsi professionalizzanti, si crea un percorso di vita che serve anche da sostegno alle famiglie rimaste in Albania. Altro problema quello dei documenti falsi o irregolari, nel 2017, con 48 sequestri quello di Ancona è stato il porto italiano in cui se ne sono ritirati di più. Possiamo dire comunque che il porto di Ancona è sicuro, non c’è allarme sicurezza».

Nessuna allerta per il boom di passeggeri di questi weekend estivi?

«I numeri sono alti ed in crescita, comunque contenuta, parliamo ci circa un 8%. Flussi importanti, ma facilmente gestibili. Ad oggi non si sono verificati casi eclatanti. Il ritardo di qualche giorno fa della nave Anek in partenza dalla Grecia, che invece che arrivare alle 12 è arrivata a mezzanotte ha creato qualche disagio ai passeggeri, ma a livello di gestione dei flussi o dei controlli tutto si è svolto regolarmente».

E sul fronte aeroporto?

«Lì alcune criticità si sono verificate ultimamente per degli atterraggi di emergenza chiesti da alcuni voli provenienti da Tirana e non diretti a Falconara che avevano però rilevato problemi di depressurizzazione. Ma anche in quel caso, una volta atterrati in sicurezza i passeggeri, poi la loro gestione alla frontiera, fra l’altro in numero molto più basso rispetto a quelli dei traghetti, non crea particolari problemi di sicurezza».

L’intrecciarsi della vita della città, con l’apertura del porto antico, con quella del porto crea varchi nella sicurezza?

«Il porto è una realtà in continua evoluzione e particolarità dello scalo dorico è quella di racchiudere in sé tutto quello che un porto può offrire, dagli aspetti turistici e di intrattenimento al traffico merci, di cui si occupa la dogana con la guardia di finanza, a quello passeggeri. Ci siamo riorganizzati rispetto anche alle nuove esigenze e modalità di fruizione del porto, ma dobbiamo migliorare. L’ultima novità è stata lo spostamento della sosta tir in imbarco dal Molo Rizzo allo scalo Marotti, il che ha consentito di migliorare gli spazi del porto antico, ma sta procurando qualche rallentamento nelle operazioni di controllo di autotrasportatori e mezzi, così è inevitabile che si crei qualche fila in concomitanza con gli imbarchi e gli sbarchi. I controlli prima venivano fatti dentro l’area doganale del Molo Rizzo, anche durante la sosta dei mezzi pesanti, da parte della finanza, poi si passava al nostro ultimo controllo ai documenti al momento dell’imbarco. Ora queste operazioni avvengono in sequenza al momento dell’arrivo dei tir alla facility, poco prima di salire a bordo».

Ma quali sono i numeri dell’attività della polizia di frontiera? Nel 2017 le navi in ingresso nel porto sono state 3.745 ed i mezzi controllati 25.1875. Sul fronte passeggeri, in ingresso in porto dall’Albania (extra Schenghen) 59.619, 343.463 dalla Grecia e dalla Croazia 103.258, per un totale di 572.580 persone. In uscita verso l’Albania i passeggeri sono stati 55.135, dalla Grecia 365.187, dalla Croazia 100.619, per un totale di 520.941 persone. Sul fronte repressione, i respingimenti, persone rimandate al loro Paese di origine, sono stati 126, 122 i riammessi in ambito Schenghen (ovvero gli irregolari che però si trovavano già in territorio europeo Schenghen, in arrivo spesso dalla Grecia). Gli arresti sono stati 17, 12 le denunce a piede libero, 10 i richiedenti asilo, 8 le persone tradotte in carcere. Sono stati 48 i documenti sequestrati, numero che è valso ad Ancona il record tra i porti italiani. Quaranta i minori non accompagnati.

Aeroporto. I passeggeri nazionali in entrata nazionali sono stati 82.234, quelli dell’area infra Schenghen 76.790, extra Schenghen 37.842, europei ma non Schenghen, di fatto quelli in arrivo da Londra 5.932. Per un totale di 196.866 passeggeri. A decollare dal Sanzio 82.798 passeggeri italiani, 78.577 quelli dell’area infra Schenghen, 37.217 gli extra Schenghen, 54.810 i passeggeri londinesi, per un totale di 198.592.

I dati 2018. Fermi al primo semestre i dati disponibili per quest’anno, con 1.845 navi in transito. In arrivo allo scalo dorico, 12.916 passeggeri extra Schenghen, 107.849 passeggeri sulla tratta greca e 24.063 persone in viaggio sulla tratta croata, per un totale di 144.828 passeggeri. In partenza dal porto dorico, invece, 12.918 sulla tratta albanese, 138.359 su quella greca e 27.421 su quella croata, per un totale di 178.698. I mezzi controllati sono stati 81.467. Sul fronte repressione: sono stati 19 i respingimenti, 82 le riammissioni, 15 gli arresti, 18 le persone denunciate a piede libero, 6 i richiedenti asilo politico, 10 i minori non accompagnati. Per quanto riguarda i documenti irregolari, sono stati 36: 18 i passaporti sequestrati, 7 le carte di identità, 3 le patenti, 8 i permessi di soggiorno.

Aeroporto. I passeggeri in arrivo al Sanzio nel primo semestre dell’anno sono stati 15.370 italiani, 38.409 Schenghen, 14.620 gli extra Schenghen, 24.702 gli europei non Schenghen, per un totale di 93.101. I passeggeri decollati dall’aeroporto delle Marche sono stati 15.498 nazionali, 36.515 i passeggeri Schenghen, 14.004 gli extra Schenghen e 25.562 gli europei non Schenghen, per un totale di 91.579 passeggeri.

 

 

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