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Calendario venatorio Marche:
Wwf e Lac presentano ricorso al Tar

ANCONA – Tra i motivi dell’impugnativa depositata in via d’urgenza dalle due associazioni ambientaliste ci sono "le palesi incongruenze del documento regionale rispetto alla legge nazionale ed alle Direttive europee" e la mancata approvazione a monte di un nuovo Piano Faunistico Venatorio
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Il Wwf Italia e la Lac hanno depositato un ricorso urgente al Tar Marche contro la Delibera della Giunta Regionale che ha approvato il Calendario Venatorio 2018-19. Il ricorso, curato dall’avvocato Tommaso Rossi del foro di Ancona, si è reso necessario per contrastare le palesi incongruenze del Calendario venatorio rispetto alla legge nazionale ed alle Direttive europee che regolano l’attività venatoria e la tutela della fauna selvatica. “Il provvedimento della Regione Marche per la prossima stagione di caccia è stato censurato in molte sue parti anche dal parere dell’Ispra (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) e, inoltre, è stato approvato con grave ritardo dalla Giunta Regionale ben oltre il termine del 15 Giugno previsto dalla legge 157/1992 che disciplina l’attività di caccia in Italia. – spiegano in una nota stampa le due associazioni – Ricordiamo che tutta la disciplina riguardante la caccia è improntata a un rigoroso principio di precauzione, che subordina l’attività venatoria alla conservazione delle specie faunistiche che quindi , rappresentando un bene ambientale per l’intera collettività, deve prevalere sull’interesse egoistico dei cacciatori a prelevare esemplari di fauna selvatica. Il principio fondamentale stabilito dalla legge nazionale, in attuazione dei princìpi delle norme europee ed internazionali, è ‘la conservazione della fauna selvatica’ che è considerata ‘patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale’”.

Tra i motivi del ricorso proposto c’è quello della mancanza nella Regione Marche di una, seppur minima, pianificazione faunistico-venatoria, non avendo la Regione mai approvato un nuovo Piano Faunistico Venatorio ed essendo tutti ormai scaduti i Piani Faunistici Provinciali, che tra l’altro, a seguito della riforma delle competenze delle Provincie, hanno perso ogni competenza in materia.
Il ricorso infatti stigmatizza la completa latitanza della Regione Marche proprio in materia di pianificazione venatoria, prevista obbligatoriamente dalla normativa statale e addirittura dalla stessa normativa che si è data la Regione Marche, contraddicendo palesemente se stessa. “Numerose pronunce di tribunali amministrativi – prosegue il comunicato di Wwwf Italia e Lac- hanno già censurato il comportamento di altre Regioni proprio per la mancanza dei Piani Faunistici Regionali, per cui la Lac e il Wwf Italia hanno ritenuto di ricorrere contro il Calendario Venatorio al fine di assicurare il rispetto della vigente normativa anche nella Regione Marche. Ormai non ci sono più alibi per evitare di confrontarsi e analizzare tutte le problematiche che la caccia solleva oggi, a fronte di un territorio sempre più antropizzato e la drammatica diminuzione della fauna selvatica e per verificare, attraverso un monitoraggio efficace basato su dati scientifici , che l’attività venatoria sia mantenuta a livelli sostenibili per le popolazioni selvatiche, così come stabiliscono le leggi europee in materia”.

Le due associazioni ambientaliste censurano inoltre l’assenza della Valutazione d’Incidenza dell’attività venatoria nei siti Rete Natura 2000, aree protette dall’Unione europea, finalizzate alla conservazione delle specie selvatiche a rischio estinzione e alla conservazione degli habitat della flora e fauna di tutta Europa. “Anche questa – chiude la nota congiunta – colpevole mancanza è motivo di richiesta di sospensiva del Calendario Venatorio. Infine le Associazioni chiedono al Tar Marche di pronunciarsi sulla data del termine della stagione di caccia, ben oltre la data del 31 Gennaio, inderogabilmente fissata per legge, in sprezzante violazione della Costituzione, che assegna alla normativa nazionale di fissare i livelli minimi di tutela ambientale che le Regioni non possono in alcun modo violare. Le Associazioni Lac e Wwf Italia ripongono grande fiducia nelle decisioni che il Tribunale Amministrativo di Ancona prenderà, speriamo prima dell’inizio della stagione venatoria fissata per il 1° settembre, a tutela della fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato e la cui conservazione deve essere assicurata in nome delle generazioni future”.

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