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Stipendi, ad Ancona sono quelli 2008
Il reddito medio è fermo a 24.321 euro lordi

ECONOMIA - Lo studio de "Il Sole 24Ore" parla di un territorio che arranca, in linea con le difficoltà del Paese e delle Marche. L'analisi degli statistici considera anche il numero dei contribuenti rispetto agli abitanti nel rapporto con il decennio precedente. Il nord-est tocca con mano i segnali positivi della ripresa
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Ancona

di Claudio Romanucci

I numeri, in economia come in altri settori, sono lo specchio. E quello del Piceno (Ascoli in particolare) è ancora opaco, in linea con quello del paese Italia. Il recente studio del quotidiano economico-finanziario “Il Sole 24Ore” parla chiaramente di una netta perdita di ricchezza da parte degli italiani e, nello specifico, anche nel capoluogo piceno. Nonostante la crescita registrata negli ultimi anni i redditi non riescono ancora a tornare ai livelli pre crisi del 2008. L’ultima elaborazione pubblicata esamina le dichiarazioni fiscali del 2017 e le mette in confronto con quelle pre fallimento “Lehman Brothers”. Il reddito complessivo medio dichiarato nei comuni capoluogo, al netto dell’inflazione, dice che un ascolano ha prodotto nel 2016 ha prodotto 20.713 euro, -0,82% in meno rispetto a quasi 10 anni prima. Male anche Macerata (-3,34%) e Ancona (-3,08%) ma va necessariamente detto che le due provincie hanno un reddito pro capite nettamente superiore a quello ascolano (22.915 i primi, 24.321 in secondi). Pesaro in flessione si colloca al terzo posto regionale (22.533 con un -o,28%), Fermo chiude con 19.110 (l’unica con un lieve segno positivo, +0,59%).

Addirittura Teramo, tanto per guardare il… vicinato, seppur col segno meno, veleggia in quota 21.000 (20.962).

L’analisi effettuata dagli statistici considera anche il numero dei contribuenti rispetto agli abitanti. A livello nazionale l’aria resta pesante: solo 17 città su 108 sono in lieve recupero: il copione è sempre lo stesso, tira in nord-est con Trieste e Belluno, non va preso come riferimento il +5,64% de L’Aquila perché il confronto parte proprio nell’anno in cui il territorio subì il terremoto.

Al sud lo scivolone è di massa, con punte di maggiore gravità a Isernia (-9,39%), Crotone (-7,97%) e Agrigento (-7,09%).

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