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Soldi in cambio di documenti,
assolta dipendente della prefettura:
«E’ terminato un calvario lungo 10 anni»

MACERATA - La chiaravallese Rossana Zappi era accusata di tentata concussione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per i giudici il fatto non sussiste. Assolti anche l'ex compagno Antonio Molinelli e Ali Ashfaq
martedì 2 Ottobre 2018 - Ore 20:52
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Prima il carcere, poi gli arresti domiciliari, l’allontanamento dal lavoro e infine dopo nove anni, l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Si è concluso oggi in tribunale il processo che vedeva come imputata Rossana Zappi, di Chiaravalle, dipendente della prefettura di Macerata. Le accuse erano gravissime: tentata concussione, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nonché favoreggiamento dell’ingresso di lavoratori extracomunitari in violazione delle norme. I fatti risalgono al 2009 e secondo le indagini condotte dalla Squadra mobile di Macerata e dai commissariati di Civitanova e Osimo, la Zappi avrebbe fatto parte di un sodalizio criminale dedito ad un vastissimo giro di immigrazione che avrebbe sfruttato la disponibilità di numerose aziende agricole per facilitare l’ingresso in Italia di cittadini extracomunitari in cambio di denaro. L’inchiesta era partita dalla denuncia di una moldava, che aveva raccontato di una somma richiesta dalla Zappi in cambio di una facilitazione per un ricongiungimento familiare.

L’avvocato Paolo Giustozzi

Durante il dibattimento, però, la donna, assistita dall’avvocato Paolo Giustozzi è riuscita dimostrare l’infondatezza dell’impianto accusatorio. Innanzitutto la moldava ha ritrattato dicendo che era stata lei a contattare la funzionaria della prefettura su pressioni dell’ex marito e che la Zappi al contrario non aveva mai avanzato richieste di denaro. Inoltre, chiamati a testimoniare, i vari imprenditori agricoli hanno dichiarato di aver conosciuto la Zappi solo in rarissimi casi e solo una volta esaurito l’iter amministrativo finalizzato all’assunzione dei lavoratori nelle proprie aziende, che necessitavano di manodopera stagionale.  Il pm aveva chiesto per la donna una condanna a cinque anni, i giudici l’hanno assolta perché il fatto non sussiste.

«Oggi è per me terminato un calvario che mi ha visto passare dieci anni di sofferenze indicibili fisiche e psichiche, iniziate con l’umiliazione del carcere e proseguite con l’allontanamento dal luogo di lavoro dove mai avevo subito in precedenza alcun richiamo, censura o appunto sulla mia condotta – commenta la Zappi –  Il mio unico desiderio oggi è dimenticare questa triste pagina della mia vita e se possibile dedicarmi nuovamente al mio lavoro di cui in questi anni ho sentito profondamente la mancanza. Neppure in un momento di questa tortura che mi è stata inflitta ho perso la fiducia nella capacità dei giudici di comprendere le ragioni della mia estraneità e nella loro serenità di giudizio. Non posso risparmiare un ringraziamento accorato al mio difensore che ha avuto il coraggio di credere alla mia innocenza e alla capacità di dimostrarla in giudizio». Con la Zappi erano imputati sempre per reati inerenti l’immigrazione clandestina anche l’allora compagno Antonio Molinelli e Ali Ashfaq. E anche per loro è arrivata l’assoluzione. Molinelli era difeso dall’avvocato Federico Valori, «una tribolazione durata dieci anni per il solo fatto di essere l’allora fidanzato della Zappi», ha commentato il legale. Ashfaq invece era difeso dagli avvocati Jacopo Allegri e Alfonso Valori, «siamo soddisfatti dell’esito giustissimo del processo – ha aggiunto l’avvocato Allegri – dopo anni di calvario giudiziario».

(redazione CM)

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